Cerca in hockeypista.it


Archivio completo delle notizie

2010, bentornata Hockey city


Scritto da Redazione - Pubblicato il 27/12/2010
2010, bentornata Hockey city

Un alfabeto per raccontare emozioni e personaggi di una piazza nuovamente in copertina
Sipario su un anno che ha riproposto Lodi e l’Amatori ai vertici del movimento La sfida per il 2011 è vincere un trofeo per cancellare finalmente lo “zeru tituli”

Si chiude il 2010, l’anno che ha riportato l’Amatori ai vertici dell’hockey. Attraverso le lettere dell’alfabeto ripercorriamo le tappe più significative dei dodici mesi che i giallorossi si lasciano alle spalle.
A come Aldo Belli, bandiera e pietra miliare dell’hockey lodigiano in passato come giocatore e oggi come allenatore. Molti dei risultati positivi di quest’anno dipendono dalle sue scelte, anche di mercato. A lui spetta di diritto la prima lettera dell’alfabeto.
B come fratelli Bertolucci, gli ex che nella primavera scorsa sono stati vicini al ritorno in maglia giallorossa. Poi l’Amatori ha fatto altre scelte e i due fratelli sono tornati a Viareggio, da dove è partita la loro lunga carriera e dove continuano, anche oggi, a fare la differenza.
C come Coppa Italia, vinta un po’ a sorpresa dal Viareggio di Massimo Mariotti che ha espugnato il “PalaLido” di Valdagno. Un avvertimento per tutti, perché nelle partite che contano l’esperienza dei bianconeri toscani può essere determinante: e anche a Lodi, in campionato, lo ha dimostrato.
D come D’Attanasio Paolo, che dopo la lunga trafila nelle giovanili dell’Amatori ha fatto una scelta di vita andando a giocare in Inghilterra con la maglia del Manchester. Se n’è andato in punta di piedi con quei modi educati che lo hanno sempre contraddistinto. È il primo giocatore lodigiano a emigrare oltremanica: buona fortuna, se la merita.
E come Europa, quella che l’Amatori ha ritrovato dopo tanti anni e che sta diventando una piacevole consuetudine. Dopo l’eliminazione della scorsa edizione contro l’Igualada i giallorossi riprovano l’avventura: la prossima tappa è Lisbona.
F come Festa Sergio, il bomber che sta facendo sognare i tifosi lodigiani. È stato il protagonista di un finale d’anno strepitoso, con reti determinanti nella vittoria contro il Valdagno e gli svizzeri del Thurnestern. È l’unico giocatore dell’Amatori ad aver giocato quest’anno in Nazionale.
G come Gigio Bresciani, che dopo aver girovagato e vinto un po’ in tutta Italia è tornato a indossare la maglia dell’Amatori come nei primi anni Novanta. Ha dimostrato l’attaccamento ai colori di sempre e dopo un brutto infortunio alla mandibola rimediato nello scorso autunno è tornato a guidare con coraggio la difesa giallorossa.
H come Hockey City, perché l’hockey è lo sport più seguito e come dice il presidente Fulvio D’Attanasio fa parte della cultura di questa città. Non a caso proprio a Lodi, prima città in Italia, potrebbe essere realizzato un monumento dedicato a questo sport.
K come Karam Alan, il brasiliano che ha lasciato il segno nel cuore dei tifosi. Alan ha lasciato l’Amatori da capitano dopo tre stagioni condite da oltre 100 gol, ma quella maglia numero 8 non avrebbe mai voluto togliersela. Si chiude così un avventura che poteva anche essere più fortunata. Grazie lo stesso. I come Igualada, che l’Amatori ha ritrovato nel suo cammino europeo dopo tanti anni. L’ultima volta, ma erano altri tempi, i giallorossi di Belli, Cupisti, Bertolucci, Cinquini e Marrone si giocarono in Spagna la Supercoppa Europea. Quest’anno l’Amatori ha interrotto in Catalunia il suo cammino in Coppa Cers.
L come Losi Alberto, il portiere lodigiano che si è aggiudicato il titolo di miglior portiere della stagione scorsa. “Sei l’orgoglio di Lodi”, cantano i tifosi per quella che potrebbe essere la colonna dell’Amatori ancora per tanti anni.
M come Montigel Fernando, l’argentino e nuovo capitano dell’Amatori che potrebbe legare il suo nome a quello della società giallorossa a lungo in futuro. L’augurio è che la sua avventura possa assomigliare a quella di un altro capitano argentino che nel calcio e con la maglia dell’Inter, dopo qualche sofferenza iniziale, ha saputo vincere tutto.
N come Novara, la rivale storica di un tempo che ha lasciato la massima serie. Le sfide tra Lodi e Novara hanno fatto la storia dell’hockey e resteranno per sempre nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di viverle. Ora gli avversari si chiamano Valdagno e Viareggio; ma che nostalgia per quella che è stata per tanti anni la partita più attesa dell’anno.
O come ospiti, una sensazione che i giocatori giallorossi non provano quasi mai perché i tifosi lodigiani seguono la squadra ovunque e si fanno anche sentire. Ecco perché gli ospiti sono sempre gli altri: ogni sabato l’Amatori gioca in casa.
P come Platero Matias, il giovane argentino approdato quest’estate in riva all’Adda. L’Amatori lo ha soffiato alla concorrenza dei più grandi club d’Europa, ma la sensazione è che il suo talento non sia ancora esploso. Magari dopo Capodanno potrebbe esserci il botto.
Q come qualificazione agli ottavi di finale di Coppa Cers, che l’Amatori ha conquistato battendo gli svizzeri del Thurnestern. A gennaio i ragazzi di Aldo Belli se la vedranno con il Benfica, una delle formazioni più blasonate del Portogallo, ma i giallorossi hanno tutte le carte in regola per continuare il loro viaggio in Europa.
R come Romero Ariel, il “Principito” protagonista e cannoniere dell’Amatori nella scorsa stagione. In questo campionato, anche per qualche guaio muscolare, non è ancora riuscito a ripetersi sui migliori livelli dell’anno scorso, ma la sua condizione è in netta ascesa.
S come Severino Bianchetti, indimenticato ex dirigente dell’Amatori a cui è dedicata la curva del “PalaCastellotti” e a cui tutti gli appassionati di hockey sono riconoscenti. Se oggi l’hockey continua a essere lo sport più seguito in città è anche per merito suo, che negli anni più bui ha saputo tenere accesa questa passione.
T come tifosi lodigiani, gli unici in Italia a seguire la squadra ovunque. In quattrocento a Seregno, in centocinquanta in Svizzera, in più di cento in Spagna e altrettanti ne sono previsti il prossimo 22 gennaio a Lisbona. Un seguito che ha pochi eguali, anche oltre i confini dell’hockey.
U come Ufo Robot, il soprannome storico di Aldo Belli, che ha saputo far tornare a volare questo Amatori. “Aldo regalaci un sogno” era lo striscione appeso per tanti anni al “Revellino”….. un sogno che può tornare ad essere realtà.
V come vertice della classifica di A1, che l’Amatori ha ritrovato dopo più di quindici anni. Vincendo la gara di recupero in programma il 6 gennaio a Sarzana i giallorossi potrebbero aprire il nuovo anno ancora al primo posto, anche se in coabitazione.
Z come “zeru tituli”, espressione coniata da Josè Murinho, il tecnico portoghese che vorrebbe l’hockey alle Olimpiadi. Perché purtroppo, al di là della Coppa di Lega, zero sono i trofei conquistati in questi ultimi anni. L’augurio è che presto si torni a vincere qualcosa di importante.
E allora che il 2011, esattamente trent’anni dopo il primo e unico scudetto, possa portare i successi che Lodi merita.

Mario Raimondi
© hockeypista.it
Tutti i contenuti originali di hockeypista.it sono tutelati dalla licenza Creative Commons e sono utilizzabili e distribuibili liberamente alle condizioni esplicitate in questa pagina.
I contenuti di autori terzi sono tutelati dal rispettivo diritto d'autore e sono utilizzabili e distribuibili solo previa autorizzazione dell'autore stesso.