La società HockeyForte non può che dirsi amareggiata per il reiterato divieto di trasferta con cui verrà inibito ai suoi tifosi di assistere alla gara di spareggio tra Viareggio e Forte dei Marmi in programma sabato 2 giugno al palasport viareggino. Quanto deciso dall’autorità prefettizia di Lucca è di estrema gravità in quanto non ha tenuto in alcun conto le ragioni di questa Associazione, mai invitata al confronto diretto nelle riunioni effettuate, al contrario della Società bianconera che così ha potuto esporre e, probabilmente, imporre le proprie ragioni.
Ed è con motivazioni strumentali che si è voluto ancora una volta penalizzare una tifoseria mai raggiunta da provvedimenti simili o colpevole di atti tali da rendere obbligatorio un divieto di trasferta. Ma ancor più dei tifosi questo divieto va a colpire famiglie e giovani sportivi a cui, per l’arroganza di pochi, verrà impedito di godere di uno spettacolo unico e forse irripetibile.
Posso capire se un eventuale divieto avesse consentito un impiego meno oneroso delle Forze di Pubblica Sicurezza, ma il dispiegamento visto in gara 2 non depone a favore di questa possibilità, quindi non posso non pensare che a una forzatura.
E tale risulta essere dal provvedimento ufficiale che ci è stato notificato, dove l’unica motivazione reale è quella legata all’accresciuta affluenza del pubblico locale e la possibile massiccia movimentazione della tifoseria ospite. Tuttavia, e in gara 2 è stato evidente, la presenza dei viareggini non è stata così ampia come preventivato, tanto da lasciare ampi spazi vuoti in entrambe le due tribune laterali, una delle quali poteva quindi essere concessa ai fortemarmini già in quella occasione.
Ancora più incongruenti sono le motivazioni che riportano “l’accesa rivalità dovuta alla connotazione di derby e del diverso orientamento politico delle due tifoserie”. Logica la prima: è chiaro che esiste una rivalità, altrimenti che derby sarebbe. Sul diverso orientamento delle tifoserie, sarebbe bene che oltre ai documenti per la residenza, venisse chiesta anche la tessera di partito, poiché a fianco di alcuni elementi che hanno solo il torto di non voler nascondere la propria fede politica, ve ne sono altri che allo stesso modo sostengono questa squadra e hanno idee politiche totalmente diverse, ma guarda caso quando sostengono la squadra questa diversità non c’è.
Totalmente falso è poi il presunto gemellaggio con gruppi ultras del calcio massese, retaggio mi molti anni fa e non più reale, mentre l’unica ragione che ci lega oggi alla provincia di Massa, è la presenza di atleti massesi sia in prima squadra, come ad esempio Bellè, che nelle altre formazioni, cosa che ha portato l’interesse di questo sport oltre il confine fortemarmino, ma nulla di più.
Quello che poi è abbastanza risibile, è l’affermazione che riporta “oggettive carenze strutturali dell’impianto, che impediscono la separazione delle tifoserie”, questo quando esistono ben due tribune laterali, materialmente divise o comunque con accessi facilmente controllabili.
E’ chiaro che si sono volute aggiungere motivazioni a supporto del divieto, ma a mio parere, lo hanno reso ancor più una forzatura, per non parlare del fatto che anche il sindaco Lunardini si era reso disponibile a concedere l’ospitalità ai tifosi rossoblu, e questa poteva essere l’occasione per un riavvicinamento. Invece si è voluto l’esatto contrario, e non è detto che questa cosa non abbia ripercussioni future sui rapporti tra le due società, ma anche a livello nazionale, visto che ora anche il palasport di Viareggio ha palesato le stesse carenze strutturali del Forte.
Forse il presidente Palagi non ha concesso la disponibilità della tribuna anche perché, come ho saputo da fonti ben attendibili, avrebbe voluto le mie personali scuse. Sinceramente non so in merito a quale dichiarazione se non quella, legittima, sulle evidenti ripicche da bambini, che tutt’ora viene portata avanti. Tuttavia mi scuso con lui, mi scuso della lealtà che ho verso i miei tifosi, che si è espressa anche nel contestato ma coerente invito a non andare a Viareggio; mi scuso del legittimo diritto di aver potuto giocare in casa una partita che a cose normali si sarebbe comunque giocata senza pubblico ospite; questo usufruendo di azioni legittime e non lesive dei diritti altrui; mi scuso di aver fatto il possibile per non lasciare fuori i suoi tifosi, per lo meno non tutti, arrivando a proporle di giocare tutte le partite a Viareggio; e mi scuso infine se, comunque vada gara 3, io sarò sereno e felice per quanto ho fatto, per quanto hanno fatto i miei giocatori e tutti i tifosi rossoblu.
Piero Tosi
Presidente ASD HC Forte dei Marmi
A seguito delle dichiarazioni del Presidente ALIMAC Forte dei Marmi, Piero Tosi ci urge precisare quanto segue:
1) Il Centro Giovani Calciatori da sempre si è fatto interprete dei più alti valori di probità e lealtà sportiva riconosciuta in tutto il mondo; pertanto non rientra nel nostro dna operare forzature per penalizzare le Società concorrenti, tanto meno la Società del Presidente Tosi.
Prima di fare certe dichiarazioni sarebbe opportuno meditarle, onde evitare di contribuire ad accendere gli animi.
Le rivalità sportive non devono mai trascendere.
2) Tuttavia, per correttezza di informazione, ci preme precisare che il divieto di vendita dei biglietti alla tifoseria ospite è contenuto in una specifica ordinanza della Prefettura di Lucca, emessa in data 30.05.2012, per motivi di ordine pubblico, di cui è perfettamente a conoscenza anche il Presidente Tosi.
Si invita pertanto il Presidente di ALIMAC Forte dei Marmi e ogni altro tesserato della Società da Lui presieduta ad astenersi, per il futuro, dall’esprimere opinioni, che gettino ombra sull’operato della Nostra Società.
Il Consiglio direttivo
Centro Giovani Calciatori Viareggio
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