Hockey Novara - Amatori Vercelli: purtroppo si è tornati ai vecchi tempi. Purtroppo: perchè le due squadre non sono tornate a contendersi, come invece avveniva tredici anni fa, la finale di Coppa dei Campioni, ma perchè le due tifoserie sono state protagoniste di una maxi-rissa. O meglio: «I tifosi del Novara hanno preparato un vero e proprio agguato a quelli gialloverdi» per utilizzare le parole di Antonello Fratamico, dirigente della squadra volante della questura. L’episodio è successo sabato sera, davanti al palazzetto di Vercelli, dopo la vittoria nel derby della squadra di Franco Amato all’ultimo secondo.
Ma, ed è notizia dell’ultima ora, i trenta tifosi azzurri sarebbero stati quasi tutti identificati. Succede tutto nel giro di un’ora. L’Amatori rimonta e vince a Novara: gialloverdi sotto 6-5 e, a pochi istanti dalla sirena, prima firmano il pari e poi il gol vittoria. A quel punto le due tifoserie iniziano i classici sfottò, è normale, è sempre successo, e sempre succederà. Ma proprio in quegli attimi, una trentina di novaresi, senza farsi vedere, lasciano il Dal Lago e, in macchina, raggiungono il sottopasso del rione Isola a Vercelli. Qui, secondo una prima ricostruzione delle forze dell’ordine, nascondono le macchine e a piedi si avviano verso il PalaPregnolato. Nel mentre il pullman dei vercellesi fa rientro alla base: appena i cinquanta sostenitori scendono dal mezzo, ecco che scatta “l’agguato”.
«Gli ultras del Novara - riferisce sempre Fratamico - si sono presentati “armati” di pietre e mazze. A quel punto c’è stato il primo contatto, ma diversi vercellesi sono riusciti a risalire sul pullman e chiudersi dentro». Mentre il mezzo veniva danneggiato, tre tifosi dell’Amatori, finiti in mezzo alla maxi-rissa, venivano leggermente feriti. In via Restano sono arrivate anche due pattuglie della squadra volante e una autoradio dei carabinieri, ma i novaresi erano già riusciti a dileguarsi. «In queste ore - conclude il dirigente Antonello Fratamico - stiamo procedendo all’identificazione degli ultràs del Novara».