Qualcuno lo ha battezzato "Presidentissimo", un´etichetta che si addice a Dino Repele come mai è stato per gli altri massimi responsabili dell´Hockey Valdagno. Un incarico da presidente che ha conservato per ben quattordici stagioni consecutive (prima massima carica nel 1997) e già questo è un record unico. Le sue dimissioni, poche ore prima del match interno con il Follonica sono arrivate come un fulmine a ciel sereno. Proprio durante la ripresa contro i toscani la "Curva Nord" (il Pres se ne stava su quella sud accanto ai famigliari) gli ha riservato un tributo senza precedenti con tanto di striscione ("Grazie Dino") e cori ad alta voce.
Una passione unica quella di Repele per l´Hockey Valdagno. Tanto da sacrificare tempo alla famiglia e passare sopra anche a problemi di salute. Un presidente tuttofare, lo potevi trovare intento ad attaccare un cartellone, a stringere bulloni attorno alla pista o spalare neve sugli esterni della vecchia pista Lido. È pure risaputo quante volte anche in un recente passato i suoi più stretti collaboratori lo abbiano consigliato per il suo bene a decentrare parte delle incombenze di cui si era fatto carico, ma Repele nonostante le insistenze non ha mai cambiato.
Repele, lei ha motivato le sue dimissioni con lo stress.
«Proprio così e non certo per motivi di salute. Ad un certo punto mi sono proprio accorto che lo stress non si può combatterlo, ma solo evitarlo. E allora ho deciso di fare definitivamente un passo indietro questa volta».
Una scelta dunque meditata. Ma quanto le è costato dopo un matrimonio in biancoceleste così lungo?
«Lasciare la presidenza dopo 14 anni è stata una cosa pesante. Ma è da tempo, comunque, che ci pensavo. È stato però un qualcosa di sofferto».
Un quinquennio fa è stato l´artefice di una svolta epocale per il Valdagno
«Cominciò con l´arrivo di un terzetto spagnolo indimenticabile: Borja Ferrer, Jesus Hernandez e Ruben Montoro. Da lì in poi la squadra ha offerto risultati evidenti in progressione sia in campo nazionale che internazionale. S´è conquistato un nome in Cers poi in Champions League, nella stagione 2009-2010 è arrivato il primo scudetto e poi ben due Supercoppe consecutive. Un Valdagno portato a misurarsi sempre ai massimi vertici e strutturato per essere sempre in lotta».
La nuova stagione è partita con più di qualche problema. Come si prospetta l´immediato e il futuro dopo le sue dimissioni?
«Credo che la squadra continuerà su una striscia positiva. Lascio una prima formazione di spessore e un settore giovanile ai massimi vertici. Cose che tutta la città si merita e per questo sono felice».
Quello di Dino Repele non è un addio. La sua collaborazione continua con il ruolo di consigliere.
Un navigato stratega dietro le quinte.
Giannino Danieli