VIAREGGIO
La freschezza contro la maturità, la voglia di vincere contro l'esperienza di chi ha già vinto tutto, l'entusiasmo contro la razionalità spietata. Se da una parte c'è una Lodi che non sta nella pelle per la sfida di questa sera, dall'altra c'è chi la considera a ragion veduta una gara come tante altre.
«Sarà una partita cruciale per l’Amatori, non certo per noi - attacca il tecnico del Cgc Viareggio Massimo Mariotti -. Io di sfide davvero speciali ne ho vissute tante negli ultimi dieci anni con Prato, Follonica e Viareggio e questa con tutto il rispetto non è una di quelle».
Una squadra imbottita di campioni dal palmares assoluto, che hanno nella memoria decine di scudetti e di coppe alzate al cielo. Tra i veterani Enrico Mariotti, Alberto Orlandi e i fratelli Alessandro e Mirko Bertolucci, ai quali si aggiungono i più giovani Davide Motaran, Palagi, Barozzi ed Emanuel Garcia. Tutti elementi che hanno preso parte all'ultimo Mondiale di San Juan. Probabilmente anche questa può essere una causa dello scricchiolante avvio di stagione viareggino: prima la Supercoppa italiana persa contro il Valdagno e poi l'uscita dalla Coppa Italia causata dal Bassano nel girone di semifinale. Ma in campionato le cose hanno ripreso ad andare per il verso giusto, visto che i campioni d'Italia in carica hanno centrato due vittorie facili contro Prato e Sarzana.
«Quando il Viareggio perde si fa presto a etichettarlo come "bollito", mentre se le cose vanno come devono andare continueranno a dire che siamo invincibili. Ci vorrebbe più equilibrio. Io sono convinto che la mia squadra possa dare ancora moltissimo, che il ciclo di questi campioni non sia affatto finito: anche perché oltre ai veterani abbiamo ragazzi nel pieno delle loro forze che sono parte fondamentale del gruppo. E sto parlando di gente del calibro di Barozzi, Palagi, Davide Motaran e Garcia».
E proprio sul nuovo acquisto argentino, proveniente dal Porto, saranno incollati gli occhi degli appassionati, visto ha messo a segno nelle prime due gare di campionato la bellezza di sette reti e si presenta come uno dei pezzi pregiati di questo campionato.
«Stiamo tutti bene e da una decina di giorni riusciamo ad allenarci in gruppo con continuità - rivela Mariotti -. Abbiamo fatto un richiamino di preparazione e ci siamo avvicinati al match di Lodi con sedute tecnico-tatttiche».
Ancora da decidere quintetto iniziale: «Nell'hockey conta poco - conclude il tecnico toscano -. Solo i giocatori deboli fanno caso a queste cose, e i miei non lo sono. Anche chi parte dalla panchina sa di poter essere fondamentale e determinante per la squadra e per i compagni».
Aldo Negri