Marzella ha cambiato il match: «La chiave? Il nostro pressing»

Nell’intervallo la svolta tattica e la carica per domani a Bassano.

Scritto da Il Cittadino di Lodi - Pubblicato il 24/10/2011 - 12:22 - Ultima modifica

SARZANA
È finita la partita e mister Pino Marzella sa che la sua squadra ha fatto qualcosa di veramente importante. Perché non tutti avrebbero saputo raddrizzare un match storto su una pista fra le più difficili per dimensioni e per fondo: «Sapevo che sarebbe stata una partita difficile - attacca il mister -, infatti avevo chiesto ai ragazzi di provare a chiuderla subito. La pista è veramente stretta e piccola, il fondo scivoloso, poi in partita loro sono molto compatti e in porta hanno un ottimo elemento come Fontana. Ma nel secondo tempo siamo stati strepitosi perché non abbiamo più fatto passare la metà campo al Sarzana, e non era facile contro una squadra di questo livello che per di più giocava in casa».
Ma cos'è cambiato poi tra un tempo e l'altro, cos'è successo negli spogliatoi?
«Abbiamo deciso di cambiare completamente partita e abbiamo incominciato a fare quello che avevamo in mente: mettere in pista il nostro pressing asfissiante che non permette più di recuperare palla all'avversario».
Sabato sera erano almeno 150 i tifosi lodigiani assiepati sulle tribune del palazzetto di Sarzana: «Non potevamo permetterci di deludere né le nostre convinzioni né i nostri tifosi, perché bisogna dire la verità, giocare davanti a un pubblico così è troppo bello».
Uomo della partita, Fernando Montigel: «La cosa più importante - spiega il capitano argentino -, è il carattere che ha avuto questa squadra per ribaltare la situazione. Il vero cambiamento è stato nell'intervallo quando abbiamo parlato nello spogliatoio: il mister è stato chiaro, dovevamo attaccare l'avversario e infatti non so quante volte abbiamo recuperato palla e siamo partiti in contropiede. La convinzione è fondamentale ed è importante per noi giocatori avere sicurezza nei nostri mezzi».
Con i suoi tre gol l'argentino è stato il vero trascinatore: «Ognuno di noi cerca di trasmettere ai compagni quello che è. A me mancano certe cose, ma la voglia e la cattiveria sono sicuramente le migliori armi che ho. Ma questa è comunque la vittoria di tutti».
Bene anche Platero, che continua ad andare a segno con regolarità e soprattutto ha messo il sigillo indelebile sui tre punti: «Secondo me abbiamo fatto un buon primo tempo, ma il loro portiere ha parato tantissimo. Noi comunque abbiamo sempre cercato la porta perché sapevamo che dovevamo vincere per forza. Poi infatti abbiamo fatto tutto il secondo tempo in pressing: prendevamo palla e andavamo dritti verso la porta e sono arrivati un paio di gol, il rigore di Antezza, e alla fine sono stato anche un po' fortunato a trovare la rete della vittoria».
Passata Sarzana, ora l'obiettivo è Bassano, dove domani si giocherà la finale d'andata di Coppa Italia: «Dovevamo vincere soprattutto per arrivare bene alla finale, perché sarà una gara troppo importante: se ci sarà bisogno di mettere la testa su una pallinata, la metteremo, potete giurarci».

Al. Ne.

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