Arrivati qui non esistono più scaramanzia, perplessità, né tantomeno nostalgia del passato. Solo convinzioni. «È inutile nascondersi, partiamo come favoriti e faremo di tutto per vincere la Coppa Italia».
Parole cariche di adrenalina che escono convinte da uno che di Coppe Italia ne ha già vinte tre (una con il Prato e due con il Follonica) e che a Bassano del Grappa da allenatore ha vinto una Supercoppa e un Mondiale per club. Pierluigi Bresciani non sta attraversando un periodo particolarmente fortunato, ma come tutto il resto del gruppo Amatori ha voglia di togliersi le prime soddisfazioni della nuova era. «Sono contentissimo di essere arrivato a questa finale - commenta -, era un obiettivo che ci eravamo posti fin da inizio stagione e che abbiamo voluto fortissimamente. Ora sta a noi non lasciarcelo sfuggire».
Convinzione nei propri mezzi ma anche rispetto dell’avversario: «Ho visto la partita fra Bassano e Viareggio e devo dire che i veneti hanno fatto una grande prova - continua il 39enne difensore toscano -, per cui non bisogna partire convinti di avercela già fatta, anche perché se Cunegatti para sempre così sarà un’impresa segnare».
A Bassano Bresciani è stato parecchie volte, prima da giocatore e poi da allenatore quattro anni fa: «C’è un ambiente molto bello, simile a quello di Lodi. Sono felicissimo per i nostri tifosi, perché si potrà assistere a una finale con entrambe le tifoserie: non potrà che far bene all’hockey. Dovremo stare molto attenti però: di finali in due gare ne ho giocate parecchie e può davvero succedere di tutto, anche se da questo nuovo Amatori mi arrivano sensazioni stupende».
La felicità per il raggiungimento della finale (andata a Bassano martedì prossimo e ritorno a Lodi il 22 novembre) fa da contraltare al dispiacere per la condizione fisica personale: «Purtroppo sono un po’ giù di morale perché non ci sono proprio, non sto ancora bene e sono indietro fisicamente e nella costruzione degli schemi - conclude Bresciani -. Tutte le mattine vado a Codogno per curare il versamento all’anca che infiamma il nervo sciatico, perché anch’io voglio essere protagonista assieme ai miei compagni. Siamo solo all’inizio e avremo ancora tanto tempo per crescere: sono felice di essere il “vecchietto” di questo gruppo, perché loro sono il futuro».