Sono già tante le ore di duro lavoro alle spalle, ma lo smagliante sorriso spontaneo al primo accenno di intervista la dice lunga sulla qualità del suo inserimento in biancoceleste. Che sia anche un auspicio scaramantico per un nuovo Valdagno paludato De…Oro? Il secondo volto nuovo del club laniero è Gaston De Oro Marinaro, 24 anni, ruolo esterno, elemento al quale si sposa bene il nomignolo di 'trottola atomica' perché è un fastidio insopportabile per qualsiasi difensore.
"Gas" calzò i pattini per la prima volta a 3 anni («Il palazzetto - ricorda - distava appena trecento metri da casa mia»).
Prodotto di quel ricco bacino che è S. Juan, "Gas" approdò nella massima divisione argentina con l'Olympia a 17 anni.
Subito dopo quell'esperienza il salto oltreoceano per approdare nel Trissino, per due stagioni, nel 2007. In seguito arrivò il biennio nelle fila del Breganze.
Si sente più prima punta o una spalla?
«Mi ritengo maggiormente un esterno. Solo per un anno a Trissino giocai come prima punta».
Cosa le dice una comparazione fra le esperienze di Trissino e di Breganze?
«In complesso l'esperienza di Trissino è stata positiva, ma mi mancava ancora esperienza e conoscenza del gioco che si pratica in Italia. A Breganze sono arrivato più maturo in una squadra che poteva fare davvero bene. Quello che s'è realizzato è andato oltre ogni più rosea previsione».
A quel punto si attendeva un concreto interessamento della società biancoceleste?
«Una cosa è certa, mi ha fatto molto piacere. C'era la grossa opportunità di concretizzare le aspettative di far parte di una squadra di alto livello. E allora ho accettato ben volentieri perché ho intravisto la possibilità di un salto di qualità».
Chiarito qual è il suo vero ruolo, pensa si troverà meglio con Tataranni o Nicolia?
«Con Nicolia ho un solo precedente nell'Olympia e in Italia sarà la prima volta. Con Tataranni invece ho già giocato a Trissino. Comunque sia, sono proprio convinto che l'intesa sarà buona sia con Carlos che con Massimo».
Con Nicolia da avversari ci sono state scintille...
«Una cosa normale sono aspetti che emergono quando due giocatori sentono più di altri i contorni di una gara tirata».
G. D.