L’Italia e Losi deludono in Cile

Azzurri ultimi nella “Coppa Sabater” a Santiago. Il portiere lodigiano ha giocato il match perso contro la Francia.

Scritto da Il Cittadino di Lodi - Pubblicato il 21/09/2011 - 17:28 - Ultima modifica

MENDOZA
La Nazionale perde qualche certezza e assieme scendono le quotazioni di Alberto Losi. La spedizione azzurra, partita venerdì scorso da Milano alla volta di Santiago del Cile per disputare la «Coppa Joan Sabater», non ha infatti brillato nel quadrangolare organizzato dalla federazione cilena. Un torneo all’italiana che oltre ai padroni di casa (vincitori del trofeo) ha visto impegnate Italia, Portogallo e Francia.
Gli azzurri di Massimo Mariotti sono arrivati ultimi con soli due punti all’attivo, frutto dei pareggi con Portogallo e Cile, prima della sconfitta finale contro la Francia. Un risultato che desta qualche preoccupazione in vista dei Mondiali che inizieranno sabato a San Juan, in Argentina: il ct Mariotti aveva detto a chiare lettere che quella in Cile non sarebbe stata la vera e propria Nazionale, certo è che qualcosa in più dagli azzurri ce lo si aspettava.
Dopo il buon 4-4 contro il temibile Portogallo al debutto, è arrivato infatti un sofferto 1-1 contro il Cile di Nicolas Fernandez (giocatore del Molfetta, famoso a Lodi per l’espulsione rimediata negli ultimi play off per aver tirato una steccata a un tifoso), mentre nell’ultima giornata contro la Francia l’Italia ha perso 6-5. Una partita storta anche per il 24enne portiere dell’Amatori, impiegato soltanto in questa occasione e apparso poco reattivo sui tiri piazzati e sulle conclusioni dalla lunga distanza dei transalpini.
Ecco dunque che la strada verso il ruolo di titolare nel Mondiale di San Juan si fa più complicata: «Mariotti non ci ha ancora detto nulla di esplicito - ha fatto sapere ieri Losi direttamente dal sudamerica -, ma suppongo che sia in vantaggio Barozzi avendo giocato due partite su tre».
Non è stato però tutto da dimenticare in Cile: «Mi spiace non aver vinto, soprattutto perché avrebbe dato morale. Purtroppo però capita anche di perdere e bisogna andare avanti migliorandosi. La condizione è buona, ma non ancora ottimale, l’obiettivo di questo torneo era stabilire come stavamo fisicamente. Non avendo vinto neanche una partita ci sono ancora delle cose da affinare, ma non tutto è da buttare, anzi ci sono state diverse cose positive, inoltre ci dobbiamo ancora ambientare del tutto».
Ottima anche l’accoglienza al di fuori della pista: «Nonostante i 10 gradi di Santiago le persone che seguono l’hockey sono molto calorose. Abbiamo fatto il primo allenamento in un campus universitario e siamo stati sommersi da bambini che volevano autografi e foto ricordo».
Quella di hockey non era l’unica Nazionale azzurra presente in territorio cileno, perché proprio nello scorso fine settimana l’Italia del tennis ha battuto il Cile conquistando dopo 11 anni il ritorno in Serie A di Coppa Davis: «Abbiamo sentito che c’era un po’ di movimento - confessa il miglior portiere italiano degli ultimi due campionati -, siamo anche passati davanti al foro del tennis durante una partita e domenica mattina mentre stavamo facendo una passeggiata alcuni italiani vedendoci con le divise azzurre hanno chiesto se fossimo del tennis».
Ieri pomeriggio la comitiva azzurra è partita da Santiago e ha raggiunto Mendoza, in Argentina, dove rimarrà per tre giorni fino al trasferimento di venerdì a San Juan proprio alla vigilia dell’inizio del Mondiale. Dove contro Sudafrica (domenica), Germania (lunedì) e soprattutto Argentina (martedì) sarà vietato sbagliare.

Aldo Negri

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