È il Roller dei Marchesini per ripensare in grande

A2. Bassano si affida a una dinastia per rimettere in sesto la squadra.

Scritto da Il Giornale di Vicenza - Pubblicato il 29/08/2011 - 22:18 - Ultima modifica

 

BASSANO
C'è il padre, lo zio, il fratello e la sorella. Quando alla Roller in estate dopo la retrocessione in caduta libera e senza paracadute in A2 dello scorso torneo insistevano sulla necessità di ripristinare il concetto di famiglia legato alla squadra, probabilmente non si riferivano a una riproposizione letterale del termine, quanto semmai a una visione metaforica dell'idea di gruppo. 

E invece nè è uscito un club di consanguinei, dove il patriarca (Checco Marchesini, lo zio) è il neoresponsabile dell'area tecnica, il fratello Paolo è una delle figure di punta dello staff tecnico del vivaio, la figlia Chiara, nipote di Checco, ex giocatrice di livello, col patentino da trainer in tasca, allenerà i ragazzini del settore giovanile, mentre suo fratello Matteo, 32 anni, rientrato all'ovile dal Trissino, dove ha pilotato i compagni a un esaltante promozione in A1, guiderà gli altri in pista da giocatore, pure se, durante la settimana fungerà anche da preparatore atletico. 

Affiancherà il capoallenatore Gianni Galliotto, che, vista la situazione potrebbe persino soffrire di sindrome da accerchiamento, se non fosse che l'intera dinasty Marchesini rappresenta un arricchimento per la società. Checco, nume tutelare dell'hockey azzurro, non solo bassanese, si occuperò della riorganizzazione di prima squadra e minors, focalizzando il lavoro sullo sviluppo del serbatoio di casa come nei giorni belli, tutti gli altri porteranno il loro prezioso mattone alla causa nei rispettivi ruoli. 

L'A2 si disputerà all'Area Caneva e non più al palasport e nel frattempo, salvo Marangoni, Negrello, Fiorese, Farronato, Cavallin e Zanin, tutti quelli della vecchia guardia sono stati lasciati andare. Filippo Battaglia è rimasto in A1, chiamato dal Seregno, la Roller in A1 invece ci ritornerà soltanto una volta rimessi a posto i pezzi.

Vincenzo Pittureri

 

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