A rischio la credibilità della Fihp

Scritto da Redazione - Pubblicato il 04/08/2011 - Ultima modifica
Giardi polemico dopo le ultime voci sul ripescaggio

di Alessio Alessi

PRATO
Massimiliano Giardi rompe il silenzio. Stanco di illazioni e di sentire solo la versione degli altri, il presidente dell'Hockey Prato'54 ha deciso di dire la sua sulla vicenda "ripescaggio", una vicenda in cui l'arbitro potrebbe non essere neutrale. Ecco uno stralcio della lettera aperta del presidente dell'Hockey Prato'54. «... Abbiamo deciso con la massima tranquillità, dopo la rinuncia della società Pordenone 2004, di accettare il ripescaggio in A1. Ora, per la prima volta nella storia di questo sport, viene messa in dubbio la decisione della Lega di escludere una società dal massimo campionato per inadempienze nel rispetto di regolamenti noti e consolidati, ribaditi e riconfermati dalle società stesse (compreso il Vercelli) nell'ultima assemblea di Lega del 9 aprile. In passato, di fronte a casi analoghi, tutte le società hanno dato il loro appoggio ai vertici della Lega Hockey nel far rispettare uno statuto e un regolamento costruito con il contributo di tutte le società. Trovo molto curioso il fatto che questa volta non sia stato così e che alcune società abbiano preferito una pilatesca astensione a una precisa assunzione di responsabilità. Una ragione di più per chiedere a Lega Hockey e a Fihp di basare la loro decisione esclusivamente sulle norme in vigore e non sulle evidenti pressioni di lobby che, con documenti farneticanti, si arrogano il diritto di decidere quali sono le società per le quali vale la pena chiudere un occhio. L'Hockey Prato 54 non ha chiesto di essere ripescato, ma ha accettato quando gli è stato proposto, come in passato è capitato a tante altre società. Un ripescaggio deciso in base a regole che adesso vengono meno. Tutto ciò non è accettabile. Non possiamo e non vogliamo accettare una condotta che in breve tempo porterebbe a una situazione di ingovernabilità del nostro sport». «L'Hockey Prato 54, quale che sia la decisione che verrà assunta dalla Fihp, la accetterà - conclude Giardi - ma non mancherà di evidenziare quante semplici e basilari regole democratiche siano state calpestate nell'ultimo mese da chi ha anteposto interessi diversi a quelli della semplice tutela della regolarità della pratica sportiva».
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