Mariotti: «In Sudamerica porterò solo i migliori»

Scritto da Redazione - Pubblicato il 27/06/2011 - Ultima modifica
Nella sua “nuova era” il ct Massimo Mariotti vuole riscattare le ultime fallimentari spedizioni

LODI
È cominciata ufficialmente ieri da Castiglione della Pescaia, con un primo gruppo di sedici “azzurrini”, la nuova era di Massimo Mariotti da commissario tecnico dell’Italia. Il primo stage in vista dei prossimi Mondiali di San Juan ha visto sfilare in Maremma alcuni dei più promettenti giovani nati tra il 1987 e il 1991 del nostro campionato: giovani che, nelle idee di Federazione e mister, dovranno diventare il futuro vincente della nostra nazionale. Nessun nome di spicco, ma solo tante buone promesse che Mariotti, con i suoi assistenti Crudeli e Caricato, ha visionato e sui quali ha cominciato a lavorare in prospettiva. Ma prima del futuro c'è un presente da affrontare, un presente che si chiama Mondiali di San Juan nel quale la nuova Italia del Faraone è chiamata a riscattare anni bui e deludenti: su tutti la scorsa edizione iridata, che fruttò agli azzurri un misero settimo posto con tanto di esclusione dalle teste di serie. Ecco perchè “Mister Hockey” ha già annunciato più volte che al “mundial” argentino andranno i migliori, grandi "vecchi" compresi, con l'obiettivo più o meno dichiarato di riportare l'Italia dove merita. È con questi presupposti che partirà la comitiva azzurra diretta a San Juan? «Diciamo che la mia chiamata in nazionale è legata ad un progetto ampio e più a lunga gittata - rivela Mariotti -. Con la Federazione abbiamo studiato questo progetto "Campioni 2015" che ci dovrà permettere di programmare e, tra qualche anno, di riavere giocatori di primissimo livello, cosa che ormai in Italia non succede da troppi anni. Questo primo raduno va in quella direzione, mentre per quanto riguarda il Mondiale a me è stato chiesto di provare a migliorare gli ultimi piazzamenti fallimentari: per questo abbiamo concordato con la Federazione che per farlo serviva comporre una nazionale fatta dai migliori giocatori italiani in attività, siano essi diciottenni o quarantenni, dato che la politica dei giovani fatta sino all'anno scorso non ha pagato. Oggi i fatti dicono che i migliori sono ancora quelli più in là con l'età, quelli che a Viareggio hanno vinto coppa Italia e campionato: ed è con loro, oltre che con alcuni giovani, che la mia Italia proverà a tornare in alto». Ma a cosa punta l'Italia in questi Mondiali? «Mi è stato chiesto di migliorare gli ultimi piazzamenti, vale a dire fare meglio del settimo posto che dopo un secolo ha tolto l'Italia dalle teste di serie. Consideando che avremo l'Argentina nel girone e, in caso di secondo posto, la Spagna nei quarti, se la pista confermerà le previsioni potremmo rischiare di giocarci il quinto posto - chiosa il "Mario" -. Questo sulla carta, ma sai che io non vado mai ad una competizione per partecipare e quindi la mia Italia ci proverà con tutte le proprie forze e risorse, sapendo che sarà durissima, ma che siamo l'Italia e che dobbiamo puntare sempre al massimo». A giorni potrebbero arrivare anche le convocazioni ufficiali: la nuova era è solo agli inizi.St.Bl.
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