L'asso argentino parte domenica per il Sudamerica
Ieri l'ultimo incontro in sede, ma senza dichiarazioni Intanto spunta il rebus-Travasino: va (a Lodi) o resta?
VALDAGNO
Querelle Nicolia, il caso è definitivamente chiuso. Il giocatore ieri pomeriggio ha avuto un contatto con i vertici del club. «Alle 17 sono atteso ci ha riferito intorno alle 16- per ritirare i documenti che avevo richiesto». Si tratterebbe proprio di quegli incartamenti che gli permettono di liberarsi dal vincolo contrattuale (la società aveva un'opzione per la stagione prossima, la seconda prevista dal contratto). Dopo l'incontro, però, né Nicolia né la società si sono pronunciati per rendere noti gli esiti dell'ultimo incontro. Poco prima Nicolia appariva sereno.
I prossimi saranno quindi gli ultimi due giorni di permanenza di Carlos Nicolia a Valdagno. Poi l'asso argentino partirà, nella giornata di domenica, con il volo che lo porterà a S. Juan dove lo attende la moglie Celina che, nella serata di mercoledì, lo ha fatto diventare padre per la prima volta dando alla luce un bel maschietto a cui è stato dato il nome Cristiano. «Cristiano e Celina ha assicurato ieri in tarda mattinata Nicolia- stanno bene». Per trattenere Nicolia a Valdagno c'è stata nei giorni scorsi un'autentica mobilitazione. S'erano mossi i supporter biancocelesti con un corteo di un centinaio di persone con tanto di bandiere e fumogeni fin sotto alla casa del presidente Repele per manifestare il dissenso sulla posizione mantenuta dal club con l'asso argentino. L'estremo tentativo di far cambiare idea alla società, dopo quanto si è verificato ieri pomeriggio, non avrà un seguito come ha testimoniato un componente della Curva Nord. Il silenzio era gravato anche sull'incontro a tre di mercoledì fra il sindaco Alberto Neri che ha agito come mediatore (ma a titolo personale e non in qualità di primo cittadino), il presidente Dino Repele e Carlos Nicolia. Ad attendere Nicolia a S. Juan c'è anche Martinazzo, il ct della Nazionale Senior argentina, che lo ha inserito nei sedici che affronteranno la preparazione ai prossimi Mondiali a S. Juan.
In questo frangente negativo per l'Hockey Valdagno, come mai era successo nemmeno durante le discese nella serie cadetta, l'unica nota positiva riguarda la convocazione di Maicol Cavedon, l'anno scorso vice di Gnata a Breganze, da parte del ct Massimo Mariotti, per un raduno collegiale di visionatura e selezione in preparazione del quadro della Nazionale Senior che parteciperà ai Mondiali a S. Juan dal 24 settembre all'1 ottobre. Il raduno al quale parteciperà anche Cavedon si terrà a Castiglione della Pescaia (Palahockey Casa Mora) dal 26 giugno. Cavedon è l'unico valdagnese.
IL REBUS TRAVASINO. Secondo alcune indiscrezioni ieri a Nicolia sarebbe stato riferito che non poteva rimanere a Valdagno perché sarebbe stato il quarto straniero. Fosse vera questa affermazione si tratterebbe di un grave errore di valutazione. È confermato infatti Juan Oviedo e l'altro argentino è il neo acquisto Gaston Deoro. Nella conta resterebbe Travasino che, però, avendo già fatto parte della Nazionale azzurra, ha acquisito in pieno il diritto alla cittadinanza italiana. Mai nessuno, sia nel corso della stagione come nella parte finale, aveva catalogato Travasino come pedina incedibile. Davanti alla provocazione dei media su presunti pentimenti nel cambio Motaran-Travasino era calato un velo 'diplomatico'. Una cosa è scontata, Travasino nel corso di questa stagione non ha fornito quel salto di qualità che ci si attendeva da un giocatore come lui. Travasino va o Travasino resta? Fonti lodigiane dicono che la corte c'era già stata lo scorso anno, che i contatti durante quella appena terminata si sono ripetuti, che la presidenza giallorossa dopo le avances ha fatto un passo indietro (questione di ingaggio?) ma non ha mollato la presa.
ATTACCO DA RICOSTRUIRE. Per ora il fronte offensivo può contare su Massimo Tataranni e Gaston Deoro, una coppia già vista qualche anno fa nelle fila del Trissino. E' scontato che manca quantomeno una terza pedina. Radio Pattino a dire il vero non ha squillato in modo particolare su questo problema. Fra le tante illazioni anche quella che nel mirino ci sarebbe un giocatore portoghese fermo però dall'attività agonistica da un anno. Ma quel che più conta è che in Portogallo risulta come illustre sconosciuto. Il nome? Un mistero. Forse un po' più credibile la voce che darebbe Jose Garcia a Valdagno, soprattutto se messa in relazione con il fatto che a Valdagno è stato confermato Gaetano Marozin, il tecnico che ha avuto nel Breganze.
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