Mariotti: «Il tricolore? Per ora ci siamo presi solo il bianco e il ro

Scritto da Redazione - Pubblicato il 02/06/2011 - Ultima modifica
di Claudio Vecoli

VIAREGGIO
Ad un passo dallo scudetto. Massimo Mariotti lo sa. Vede l'obiettivo di fronte a lui, riesce quasi a toccarlo. Ma anche dopo garadue non vuole sbilanciarsi. «Lo scudetto è di tre colori: bianco, rosso e verde. Per ora abbiamo conquistato il bianco e il rosso. Ci manca ancora il verde. E non bisogna perdere la concentrazione proprio ora». Nell'immediato dopo gara il palazzetto è una bolgia. Lui va incontro a tutti i suoi giocatori e li abbraccia uno ad uno. «Questo gruppetto di centenari non si è ancora stancato di vincere...», scherza. Poi si fa più serio ed analizza la sfida con il Valdagno. Una sfida cominciata male, con il vantaggio vincentino di Antezza. Ma prontamente rimessa in carreggiata prima che la paura di non farcela potesse anche solo affacciarsi nella testa dei suoi. «È chiaro che in campo ci scendono anche i nostri avversari. E se siamo a giocarci una finale scudetto vuol dire che si tratta di avversari di prim'ordine. Però poi siamo venuti fuori noi. E non ce n'è stato per nessuno». Per lo «special one» bianconero non c'è stata una vera e propria svolta del match. «La svolta è stata a settembre, quando questa squadra è nata. Oggi raccogliamo il frutto di quel lavoro. E dimostriamo di aver acquisito quella mentalità vincente che ci sta facendo fare grandi cose». Lo scudetto è ad un metro. E il 5-1 rifilato al Valdagno - dopo l'impresa di sette giorni prima in riva all'Agno - è un secondo schiaffo che per i veneti non sarà facile assorbire. «Adesso, se vogliono vincere lo scudetto, dovranno vincere tutti e tre gli incontri. Due dei quali davanti a questo pubblico che anche stasera è stato splendido. Credo che non sarà facile, per loro. Ma neppure noi dobbiamo sentirci arrivati». Adesso il Cgc è atteso da una settimana di grande euforia. L'entusiasmo, in città, è palpabile da un pezzo. Ora, con la serie sul 2-0, rischia di diventare adrenalina allo stato puro. «Ma su questo sono tranquillo. Sappiamo come gestire certi momenti. I miei giocatori sono tutti campioni abituati a vincere. Fino a martedì dovremo impegnarci a fondo negli allenamenti e pensare solo e soltanto a garatre. La sbornia di questa vittoria dovrà essere smaltita entro domani, poi tutti al lavoro». Vincere martedì, però, sarebbe bello anche perché si giocherà ancora una volta di fronte al pubblico bianconero. «Il sogno di tutti noi è poter festeggiare lo scudetto al Palazzetto. E sono sicuro che martedì prossimo non basterebbe un palasport da 5.000 posti per contenere tutti i viareggini che aspettano questo scudetto da una vita». Quante probabilità ci sono di farcela subito? Mariotti non lo dice, ma si lascia sfuggire una battuta che è qualcosa di più di una ammissione. «Io il 12 giugno devo essere in Spagna per una sfida di vecchie glorie del Novara. Ed ho già prenotato...»
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