Il bianconero: «Sarà uno spettacolo». Il biancoazzurro: «Finale annunciata»
di Angelo Cupisti
VIAREGGIO.
E' la settima finale (terza consecutiva) sulle ultime nove nella quale si affrontano una squadra toscana e una veneta e in pista nel Cgc - pronto a vivere questa attesissima avventura - c'è l'ex Davide Motaran, ventisettenne difensore bianconero autore della rete che ha regalato alla squadra di Mariotti la Coppa Italia, il primo indimenticabile trofeo della storia del club di via Veneto. Allora Davide cosa si prova a giocare un'altra finale scudetto contro la tua ex squadra e oggi con quella bianconera? «Sono sereno e mi sento bene, pronto a dare il mio contributo per far vincere il Centro. Credo che sarà una finalissima dalle grandi emozioni, dove tutte e due le squadre si batteranno al massimo per vincere e regalare ai propri tifosi un grandissimo risultato». A proposito di tifosi; tutti gli appassionati ma tutta la città intera attende uno scudetto da oltre quarantadue anni. «Capisco perfettamente le aspettative e le speranze dei nostri tifosi che poi sono anche le nostre. Vogliamo regalarci e regalare a Viareggio questo scudetto, e raggiungerlo in questa città calorosa e passionale sarebbe un risultato storico. Al solo pensiero di quali emozioni potrebbe suscitare mi viene la pelle d'oca». Emotività, trepidazioni, ricerca della necessaria calma per una finalissima che metterà la parola fine ad una stagione comunque da incorniciare. Ma come si svilupperà questo primo confronto? «Credo che entrambe le formazioni si affronteranno a viso aperto anche perché alla distanza da questo tipo di gare escono le qualità dei migliori. Ovviamente si cercherà di non commettere sbagli, sviluppare un gioco di pregevole fattura e soprattutto redditizio». Alla vigilia di questa gara uno della finalissima dei play off scudetto quale messaggio vuoi lanciare ai tifosi? «Innanzitutto mi dispiace che non potranno sostenerci nella trasferta di Valdagno: la loro presenza ci dà una forza immensa. Li attendo nelle gare che disputeremo al palazzetto, pronti e calorosi come sempre nel sostenerci in un avventura che mi auguro possa condurci a conquistare un obiettivo straordinario».
Nel Valdagno di Gaetano Marozin ha saputo inserirsi con la consueta determinazione e non c'è alcun dubbio che sarà tra gli attori principali di questa sfida decisiva. Juan Luis Travasino, tra i biancocelesti, occupa il ruolo non proprio agevole di ex, il giocatore che s'impegna per far vincere la formazione dove attualmente milita ma che deve convivere anche con i ricordi, spesso felici, di un passato trascorso con una formazione, appunto il Cgc, che lo ha lanciato nel firmamento dell'hockey nazionale consentendogli anche di indossare la maglia della nazionale guidata da Alessandro Cupisti. Luis, hai già vissuto certe emozioni affrontando la tua ex squadra in campionato e nella finale di Coppa Italia. Ma la finalssima scudetto ha un sapore diverso... «Questa finalissima ha un gusto particolare per non dire unico, con delle sensazioni che credo tutti i giocatori di hockey vorrebbero provare. Battersi per vincere il tricolore è meraviglioso, ti offre grandissime opportunità, una serie di occasioni che cerchi di non fallire e che ti spingono a dare in ogni gara il massimo di te stesso. Sul piatto della bilancia c'è infatti un obiettivo a dir poco straordinario, per non dire unico e ho davvero tanta fame di centrarlo». Valdagno-Cgc è la finale annunciata, fra due formazioni in grado di offrire spettacolo ed emozioni. «Sarà una sfida intensa in cui, con ogni probabilità, all'inizio entrambe le formazioni cercheranno di studiarsi, coprendosi parecchio in difesa per non rischiare contropiedi. La posta in palio è altissima e sia noi che il Cgc dovremo giocare con la massima attenzione cercando soprattutto di non lasciare spazi agli avversari». Una partita particolarmente attesa da entrambe le tifoserie e che preannuncia grande spettacolo. «E' inevitabile che ci sia grande attesa su entrambi i fronti: i nostri tifosi e quelli del Centro, divisi da una fiera rivalità, sono impazienti di arrivare a domani sera, ma mi auguro che le partite vengano giocate all'insegna della massima sportività e dove si possa giocare veramente a hockey e con delle direzioni di gara all'altezza della posta in palio. Se così sarà, anche lo spettacolo è garantito».
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