Montigel ricorda il Benfica: «Ci davano per morti, poi...»

Scritto da Redazione - Pubblicato il 10/05/2011 - Ultima modifica
Il capitano suona la carica e sogna una nuova “resurrezione”

LODI
«Tutti ci stanno dando già per morti ancora prima di giocare. Anche col Benfica è successo lo stesso e poi siamo risorti. Quindi attenzione, perché non andiamo a Valdagno in gita ma per provare a portare la serie a gara-3». Tutta la grinta del capitano; Fernando Montigel ci crede, parla per sé e a nome di tutto lo spogliatoio giallorosso. Consapevole della forza del Valdagno campione d'Italia, ma anche della propria: è con questo spirito battagliero che l’Amatori proverà stasera ad allungare una semifinale che secondo molti è già segnata dopo il 2-4 del “PalaCastellotti”: «Non sto nemmeno a dire quanto sia difficile e che tipo di gara servirà per cercare di vincere - spiega Montigel -. Loro sono la squadra da battere e partono in vantaggio, ma noi non siamo gli ultimi arrivati: siamo l'Amatori, una squadra forte che per tutto l'anno ha dimostrato in pista e non a parole di essere una grande. Per questo vogliamo giocarcela fino all'ultimo secondo, consapevoli che sarà durissima, che forse servirà un “miracolo”, ma che noi possiamo farlo. L'abbiamo già dimostrato col Benfica. Nello spogliatoio sabato dopo la gara ho visto negli occhi di tutti i miei compagni la rabbia giusta e sono certo che faremo una grandissima partita». Ripensando a gara-1, Montigel la analizza non senza qualche rimpianto: «Abbiamo fatto una buonissima partita, marcando bene e mettendoli spesso in difficoltà. Ma purtroppo gare come queste si vincono con i dettagli e i piccoli episodi e noi in questo senso non siamo stati fortunati: penso alla traversa di Platero dopo un minuto, all’autorete sfortunatissima per il loro 2-1, la traversa di Festa e un rigore più che dubbio sul 2-2, solo per citarne alcuni; senza contare la grande serata di Oviedo, dato che per segnare abbiamo dovuto fare due grandi gol. Se il Valdagno è più forte di noi? Sicuramente è più pronto per certe partite: oltre che grandi giocatori ha tutta gente esperta che di gare così ne ha giocate tantissime a differenza nostra. La differenza grossa tra noi e loro sta qui». Infine una battuta sul momento delicato del suo compagno e grande amico Romero: «Ariel ha fatto due stagioni strepitose e anche quest'anno se siamo arrivati dove siamo moltissimo lo dobbiamo anche a lui. Chi lo critica alle prime prove opache dovrebbe ricordarselo. In questo periodo non è al top, ma resta una pedina fondamentale: la squadra è con lui e lo sta aiutando a venirne fuori. Lo conosco troppo bene: è un giocatore con degli attributi grandi così e lo dimostrerà».

St.Bl.
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