Scienza e Mariotti, destini incrociati

Scritto da Redazione - Pubblicato il 23/04/2011 - Ultima modifica
Si sono conosciuti a Novara, adesso devono regalare due sogni alla città

di Roy Lepore

VIAREGGIO
Si sono conosciuti a Novara, città in cui - come a Viareggio - la passione per l'hockey su pista si unisce a quella per il calcio. Si sono ritrovati quest'anno in riva al Tirreno. Giuseppe Scienza e Massimo Mariotti, allenatori-amici di lunga data, stanno cercando di assolvere a compiti diametralmente opposti: Scienza è alla guida del Viareggio in Prima Divisione e ha come traguardo la salvezza. Massimo Mariotti è il tecnico del Cgc chiamato a Viareggio per realizzare il sogno di portare il titolo tricolore in città. Due obiettivi diversi, ma per ognuno di loro della massima importanza. Per Scienza la salvezza con il suo Viareggio-baby sarebbe come la vittoria di un campionato. Per Massimo Mariotti regalare il primo scudetto al Cgc e ad una tifoseria numerosa e calda come quella bianconera, sarebbe il corononamento di una impresa mai riuscita. VIAREGGIO. Giuseppe Scienza ha assistito alla gara di andata di Coppa Italia, trofeo vinto dal Cgc, con il Valdagno, ma segue ogni settimana le sorti della squadra di Massimo Mariotti. Il collega-amico Mariotti si sta preparando per la gara due dei quarti di finale dei play off con il Sarzana. «Ha una buona squadra composta da ottimi giocatori che sono guidati da un tecnico che ha esperienza e che al tempo stesso - per diverse vicissitudini che sono capitate nel corso di questa stagione alla squadra - l'hanno costretto a scendere in pista dimostrando che può ancora dire la sua». State gestendo due situazioni diverse per quanto riguarda le squadre. Un Cgc d'esperienza per lui, una Viareggio giovanissimo per te. «In entrambi i casi dobbiamo fare molta attenzione alla gestione del gruppo, perchè le insidie sono nascoste sempre dietro l'angolo. Il Cgc che Mariotti ha allenato per il primo anno ha programmato di poter disputare un campionato da protagonista, ed è quello che ha fatto. Ha vinto già la Coppa Italia e si è classificato al primo posto nella regoular season: due risultati che la società non aveva mai centrato. Ed è in corsa per il titolo italiano».
Tornerai a seguire il Cgc in questo rush finale della stagione? «Credo di sì, perchè l'hockey è uno sport che mi piace. L'ho apprezzato e conosciuto a Novara, dove ho assistito a molte partite. Poi anche non andando personalmente al palazzetto sono comunque informato». Ce la farà il Cgc a vincere il campionato? «Se proseguirà sulla falsa riga del ruolino di marcia che ha avuto fino ad oggi credo di sì, anche perché ha dovuto fare a meno di elementi importanti come Orlandi e i fratelli Bertolucci per diverse partite. E poi c'è stato Farran tornato in Argentina, anche se sostituito bene da Enrico Mariotti. Insomma anch'io tifo Cgc: sarebbe bello fare una festa assieme».
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