«Triestini violenti». E la squadra abbandona il match

Scritto da Redazione - Pubblicato il 08/02/2011 - Ultima modifica
di RICCARDO TOSQUES

TRIESTE Rione di San Giovanni. Impianto sportivo “Foschiatti” di via Boegan. In campo, da una parte i triestini dell'Edera, dall'altra i veneti del Roller Bassano. In palio tre punti per il campionato di serie B di hockey pista. Il primo tempo si conclude 4-3 in favore degli ospiti. Nella ripresa i giuliani recuperano e si portano sul 6-4. A circa 14' dal termine, però, accade l'impensabile.
Roberto Sasso, l'allenatore del Bassano, chiama a raccolta i suoi giocatori e decide di abbandonare il campo. Gli ederini si guardano esterrefatti. Enzo Mari, ex pluricampione azzurro fautore della rinascita dell'hockey rotelle nel capoluogo regionale, è incredulo. L'arbitro, Willi Buttignol, dopo un momento di smarrimento si catapulta dal tecnico veneto per invitare la squadra a tornare in pista, ma niente da fare. Al direttore di gara non resta che sancire la fine della contesa.
Qual è stata la molla che ha fatto scaturire questa repentina ed inedita decisione? La risposta arriva dal presidente del Roller Bassano, Ivano Negrello: «Io non ero presente all’incontro ma il nostro allenatore mi ha raccontato che a causa dei giocatori dell'Edera si era venuto a creare in campo un clima di violenza inaudita a causa anche dell'arbitro evidentemente non in grado di tenere le redini dell’incontro: così, a scopo preventivo, il nostro tecnico, che gode della mia massima fiducia, ha deciso di togliere anticipatamente la squadra dal campo, una scelta indubbiamente particolare che la nostra società sino ad oggi non aveva mai adottato».
Ed in effetti nel mondo dell’hockey pista ed in generale nel panorama delle varie discipline sportive, abbandonare il campo anzitempo non è proprio cosa di tutti i giorni.
Ad onor di cronaca nel match tra Edera e Roller Bassano B nessun giocatore, né vicentino né triestino, ha subito infortuni o contusioni tali da dover abbandonare l'incontro o ricorrere alle cure di medici.
«Questo è vero - ammette il presidente del Bassano - ma noi facciamo scendere in campo i nostri giocatori della squadra B senza grandi velleità agonistiche (il Roller ha una prima squadra che milita in serie A1 ndr), ma nemmeno abbiamo la velleità di essere dei martiri: ad ogni modo scriveremo una lettera alla Federazione per motivare la nostra scelta che non è il frutto di un gesto di follia ma un’azione preventiva per evitare che qualcuno dei nostri atleti si facesse del male».
Decisamente amareggiato per tutta la vicenda Enzo Mari: «In sessant'anni di hockey non ho mai assistito ad un tale comportamento antisportivo aggravato anche dall'atteggiamento dell’allenatore. Ad ogni modo viene quasi da ridere perché lo stesso allenatore nel primo tempo urlava ai suoi giocatori colpevoli, secondo lui, di non mettere in pratica i suoi insegnamenti».
Per quanto concerne il presunto clima di “violenza inaudita” provocato dai triestini e denunciato dal presidente, Mari ha la battuta pronta. «I giocatori del Roller Bassano non erano certo degli angioletti. Ho visto un avversario cadere a terra ed alzare il bastone sino all'altezza della testa di un nostro atleta. Direi che nell’hockey il gioco fisico ci può stare: i colpi si prendono e si danno, come in tanti altri sport. Sicuramente in certe situazioni il maggior peso fisico dei miei atleti ha messo in difficoltà i più esili giocatori veneti, ma questa è un’altra storia».
Come detto il match è stato interrotto sul risultato di 6-4 in favore dell’Edera. Quasi scontata ora la perdita del match a tavolino ed un punto di penalizzazione per il Bassano. Questa la formazione triestina scesa in pista alla Foschiatti: Donadi, Coslovich, Iurissevich, Colombin, Molino, Poletti, Di Siena, Lubich, Kalik e Galli.
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