La verità del Cgc su Farran «La scelta di non tornare è solo sua»

Scritto da Redazione - Pubblicato il 30/01/2011 - Ultima modifica
Il presidente Palagi: «Abbiamo fatto tutto il possibile. Lui quando è andato via ha svuotato il suo appartamento...»

Il Cgc mette la parola fine alla questione Farran. Lo fa con un comunicato in cui attribuisce al giocatore tutte le responsabilità del "divorzio" consumato negli ultimi giorni di novembre quando, l'attaccante argentino rientrò in patria per conoscere la figlia appena nata. Farran doveva rientrare il 3 gennaio una volta espletate le pratiche burocratiche per far espatriare la famiglia in Italia, ma il suo rientro di fatto non è mai avvenuto e la società bianconera ha ingaggiato Enrico Mariotti. Vi sottoponiamo il comunicato del Cgc e, a fianco, la lettera che Farran ha inviato, tramite Facebook ad alcuni tifosi. «In riferimento ad alcune dichiarazioni del giocatore David Farran, in qualità di presidente del Cgc - scrive Alessandro Palagi - vorrei precisare che la questione nata fra la società che mi onoro di presiedere e il nostro tesserato scaturisce innanzitutto da un lieto evento (la nascita della primogenita) e non da un grave motivo di famiglia. Il giocatore in questione, con la sua scelta "unilaterale", ha arrecato danno notevole, sia materiale che morale, al nostro sodalizio, ai propri compagni di squadra, all'allenatore, ai tifosi e alla città di Viareggio. Tengo quindi a precisare che il giocatore nelle sue conversazioni telefoniche (sempre avvenute in vivavoce e alla presenza di testimoni) dalla data della sua partenza non ha mai, e ribadisco mai, dato per certo un suo rientro consigliandomi addirittura di tutelarci pure con l'ingaggio di un altro giocatore, cosa che poi abbiamo fatto a poche ore dalla chiusura del mercato. Nella sua lettera dichiara che doveva rientrare il 3 Gennaio, cosa che non ha fatto nonostante la società gli abbia pagato regolarmente il volo». Palagi spiega però che Farran «non dice che gli accordi al momento della sua partenza erano che sarebbe dovuto rientrare il giorno prima della partita con l'Amatori Lodi, e che dopo la partita di Eurolega contro il Vic la Società gli avrebbe permesso di tornare in Argentina a prendere la famiglia. Come, ad esempio, non cita il fatto che il giorno prima della partenza abbia completamente svuotato il suo appartamento (comprese le saponette) e poi di essersi presentato nella nostra sede di via Veneto con un post-it dove vi erano annotate le spettanze che ancora avanzava fino all'ultimo centesimo. Nonostante tutto ciò, visto il protrarsi del ritardo della consegna del passaporto da parte delle autorità argentine, la società si era resa disponibile a farlo rientrare in Italia e poi farlo tornare a prendere la famiglia una volta risolti i problemi burocratici, il tutto ovviamente a carico del Cgc. Nei primi giorni di gennaio (e qui carta canta: in Sede ci sono le e-mail) abbiamo più volte sollecitato una sua risposta sulla data del rientro, cosa che non ci è mai stata comunicata. Vista la sua "titubanza" la società ha ritenuto giusto tutelarsi con l'ingaggio di Enrico Mariotti, non per sostituirlo (visto che in Eurolega non può giocare) né, tantomeno, e qui cito le sue testuali parole, "qualcuno ha fatto in modo di non farmi tornare e così la strada era più facile" (riferito all'ingaggio di Enrico Mariotti ndr). Alla notizia dell'ingaggio di Mariotti il giocatore, in una e-mail, si dichiarava libero di qualsiasi impegno con il Cgc e che si sarebbe sistemato in Argentina, mancando quindi agli impegni presi con la Società, i compagni di squadra ed i tifosi. Quello che mi meraviglia ed un po' mi rattrista è che anche oggi qualcuno possa pensare che il suo non rientro sia dipeso dalla nostra volontà di farlo fuori dalla squadra. «Chiudendo questa discussione a nome del Cgc - termina il numero uno di via Veneto - auguriamo ogni bene a David Farran ed alla sua famiglia consci che, dopo questa triste vicenda, anche la mia Società dovrà rivedere da oggi e per il futuro, il rapporto fra i giocatori ed il nostro sodalizio».
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