Il cuore diviso di Miguel Rocha: «Benfica e Amatori i miei amori»

Scritto da Redazione - Pubblicato il 25/01/2011 - Ultima modifica
Coppa Cers. Il 47enne ex attaccante giallorosso sogna di portare il figlio a giocare a Lodi agli ordini di Belli

«Dai Miguel, Miguel, Miguel tira la bomba, tira la bomba». Benfica-Amatori è appena finita e il coro dei numerosi tifosi lodigiani giunti Lisbona si alza nel “Pavelhao Imperio Bonanca”. Sì perché proprio lui, Antonio Miguel Rocha, il marcatore straniero più prolifico di sempre nella storia dell'hockey giallorosso, era lì seduto in tribuna ad ammirare le sue due squadre del cuore. Se da una parte c'era la società di casa nella quale è cresciuto, dall'altra c'erano i ricordi di una città e di un'epoca che ha segnato la storia di un uomo. «È stato particolare per me - le prime parole di un emozionatissimo Rocha -: lo dico sinceramente, ho il cuore diviso in due perché queste sono le società più importanti della mia carriera. Ho vinto sia con una che con l'altra, Lodi è la città in assoluto nella quale mi sono trovato meglio mentre il Benfica è la società nella quale sono cresciuto e nella quale tra l'altro gioca mio figlio Miguel junior». Quello stesso ragazzo che l'ex attaccante da favola dell'Amatori vorrebbe portare un giorno a indossare la maglia giallorossa, per ripercorrere le sue orme in Italia. E chissà che Lodi, in maniera diversa, torni ad ammirare il binomio Rocha-Belli. Una coppia che dal 1985 al 1988 ha letteralmente devastato le gabbie di mezza Italia e mezza Europa: senza dubbio la coppia-gol più prolifica di sempre a indossare la maglia dell’Amatori. Basti pensare che in quelle tre stagioni l'attuale tecnico dell'Amatori mise a segno qualcosa come 259 reti, con un picco di 123 nella sola stagione 1986/1987 (quella della conquista della Coppa Cers), mentre il "gemello" Rocha nello stesso arco di tempo di palline in fondo al sacco ne mandò ben 237. Insomma, una coppia da quasi 500 reti in tre stagioni. Cifre da capogiro. «Credo di aver vissuto il mio periodo migliore proprio in Italia - spiega il 47enne ex attaccante portoghese -, emozioni uniche che raramente potrò dimenticare». Anche perché con la maglia giallorossa è finita in bacheca anche quella storica Coppa Cers alzata al cielo del “Revellino”. «In occasione di questa partita ho ritrovato amici che non vedevo da vent'anni - dice Miguel -, è stata una gioia immensa. Li ho portati a passeggio, li ho portati a vedere la mia città, li ho accompagnati dappertutto. È stato bellissimo poter riabbracciare Aldo Belli». Su questo nuovo Amatori Rocha è informatissimo: «Leggo praticamente tutti i giorni “il Cittadino” in Internet e mio figlio vede tutte le partite della squadra, sa come sta andando, conosce tutto alla perfezione - racconta Rocha -. L'Amatori per me non ha molti segreti». E allora la qualificazione in Coppa Cers come andrà a finire? «Ce la si può giocare, anche se il Benfica è fortissimo, tutti lo sappiamo, è inutile stare qui a inventare scuse. Però è fortissimo anche l'Amatori. A Lodi tra l'altro si gioca sempre con un pubblico favoloso, che davvero non esiste da nessun'altra parte e sarà un giocatore in più, questo lo do per scontato perché l'ho vissuto sulla mia stessa pelle. Certo, poi non è detto che questo possa bastare». E in campionato? «Mi sembra che la squadra di Aldo stia andando piuttosto bene, è vero che mancano ancora tante partite e saranno sicuramente difficili, ma credo che le prospettive siano ottime». E in chiusura, riferendosi all'Amatori, si lascia scappare un «noi siamo fortissimi», perché quando Lodi e l’Amatori ti entrano dentro non escono davvero più.

Aldo Negri
© hockeypista.it
Tutti i contenuti originali di hockeypista.it sono tutelati dalla licenza Creative Commons e sono utilizzabili e distribuibili liberamente alle condizioni esplicitate in questa pagina.
I contenuti di autori terzi sono tutelati dal rispettivo diritto d'autore e sono utilizzabili e distribuibili solo previa autorizzazione dell'autore stesso.