L'arena per i pattini dimenticata

Scritto da Redazione - Pubblicato il 19/01/2011 - Ultima modifica
Il progetto per una struttura che dia finalmente una casa a chi è appassionato di una disciplina molto diffusa in Maremma

I pattini a Grosseto se li infilano mediamente in cinquecento. Cinquecento tra ragazzi, ragazze e bambini. Chi usa la stecca per l’hockey. Chi invece si mette la calzamaglia e disegna sulla pista cerchi perfetti. Agonisti, amatori o semplici appassionati. Sono cinque le società iscritte al Coni. Un «popolo» che però non ha una vera e propria casa.
E’ la situazione paradossale che si trovano a vivere gli amanti delle rotelle: Grosseto infatti — a parte le quattro piste di pattinaggio all’aperto — non ha una vera e propria struttura «indoor» che possa permettere all’attività di andare avanti regolarmente e senza intoppi. Una specie di freno. E’ l’amministrazione? Circa un anno e mezzo fa, in piena «fantasia» elettorale, le promesse si sprecarono. Il Circolo Pattinatori Grosseto, la nuova società rinata dalle ceneri del sodalizio che tra gli anni ’70 e gli ’80 sfornò atleti che hanno scritto pagine memorabili nel mondo nella disciplina di pattini e stecche, addirittura presentò un progetto di un palazzetto da tirare su a Braccagni, nella pista polivalente abbandonata e ricettacolo adesso solo del guano dei piccioni. Il costo? Duecentomila euro, spicciolo in più, spicciolo in meno. Fu Borghi prima e Frosolini poi a dire che quella realtà sarebbe nata nel giro di un anno. Al massimo due. A pochi mesi dalla scadenza a Braccagni le mattonelle sono sempre più rovinate e il guano è sempre più alto. E della struttura da 400 posti a sedere nemmeno l’ombra. E’ il presidente del Cp Grosseto a fare il punto della situazione.
«A Grosseto ci sono circa 500 persone che praticano il pattinaggio — inizia Alberto Colombini (nella foto a destra) —. Ragazzi e bambini che non hanno un impianto adeguato per portare avanti la loro attività. Non vogliamo dare la croce addosso a questa amministrazione, ma le promesse andrebbero mantenute. E’ vero, l’amministrazione ha individuato delle aree attrezzate per lo sport, ma a questo punto dovremo pensare ad un investitore privato. Dobbiamo cercare di sensibilizzare tutti anche perché un investimento del genere potrebbe anche essere economicamente vantaggioso. Speriamo — conclude il presidente del Cp Grosseto Alberto Colombini — che anche l’amministrazione capisca le nostre problematiche e ci aiuti a trovare magari le risorve per far decollare davvero la nostra attività».
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