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Il Giornale di Vicenza

A Merlo la regia del palasport sino al 2021

Redazione - 24-08-2011

Sua è stata l'offerta migliore In corsa c'era anche Scuccato, per conto del Bassano '54 con il quale ora dovrà trovare un'intesa. L'assessore allo sport Fabris confida nell'accordo

Vincenzo Pittureri

Un diamante è per sempre, Eros Merlo quasi. Rinnovando la gestione del palasport con la formula del 5+5 per un totale di dieci anni filati, dopo aver diretto l'impianto anche nell'ultimo periodo, Eros Merlo, ex presidente del Bassano Hockey traccia il solco nella storia della palasport legata ormai indissolubilmente al suo nome. Come ribadito anche dalla municipalità, pure se manca ancora l'annuncio ufficiale, Merlo ha vinto la gara di appalto per la gestione del palazzetto di Ca' Dolfin bruciando sul filo di lana la pur ragguardevole offerta di Maurizio Scuccato, novello proprietario del Bassano '54 e quella del Volley Bassano che aveva anch'egli presentato una proposta. «Merlo si è aggiudicato la gara avanzando un programma specifico di eventi con l'offerta economica più vantaggiosa», conferma l'assessore allo sport Alessandro Fabris. Così è quantomeno curioso che Merlo e Scuccato dopo essersi alzati dal tavolo delle trattative per il passaggio di mano del glorioso club hockeistico cittadino, un'operazione-fiume andata in porto solo alla vigilia di Ferragosto, debbano ora risedersi a confronto per dirimere anche questa patataccia torrida. Già, poichè la questione procede a braccetto con la conduzione del sodalizio sportivo, visto che l'hockey è il principale fruitore del palazzo. Ed è altresì normale che all'indomani dei massicci investimenti compiuti per rilevare il '54, un imprenditore del calibro di Scuccato pretenda delle garanzie di utilizzo consone dell'impianto, senza essere costretto a spostare e annullare allenamenti o gare in extremis. Un'assicurazione che riguarda espressamente il florido vivaio della società con decine e decine di ragazzi impegnati, non solo la formazione di A1. Sulle prime il faccia a faccia tra Merlo e Scuccato col palasport in ballo non è stato esattamente un incontro all'acqua di rose, poi però i due contendenti hanno deciso saggiamente di far prevalere il buon senso, comprendendo loro per primi che il muro contro muro sarebbe stato controproducente per entrambi e che semmai bisogna far convergere i rispettivi interessi per il bene delle realtà agonistiche di livello e pure della comunità. Tra l'altro, Scuccato aveva precedentemente raggiunto un'intesa col presidente del volley, Fiorenzo Signor, ponendo fine ad anni di incomprensioni e ripicche tra il mondo delle rotelle e quello delle schiacciate, una piccola impresa anche quella. Da Signor, poi, lo stesso Scuccato aveva ricevuto carta bianca sull'operatività. Ma l'offerta più ricca di Merlo ha sparigliato le carte in tavola.
«Credo che alla fine prevarrà la logica e si troverà un accordo anche sul palasport, dopo averlo raggiunto anche sulla società di hockey - recita l'assessore Fabris, spettatore interessatissimo della contesa - Scuccato è entrato in prima persona nell'hockey senza lesinare sforzi cospicui e va capito in pieno se pretende certezze. Merlo è uscito da quell'esperienza di club e deve tutelare la sua attività, è comprensibile. Di sicuro quell'impianto va fatto vivere sempre per il pubblico, non solo il sabato e la domenica. Ci dovranno essere altre manifestazioni, qualcuna di queste è già in cartellone, poi Operaestate, concerti e altre kermesse sportive come la nazionale femminile di volley il mese prossimo. Il palasport deve pulsare in continuazione». E la sua gestione diventa il frutto più o meno proibito.