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Amatori, bentornato tra i big: Lodi sfida le leggende d’Europa

Redazione - 22-08-2011

Eurolega: Sedici regine in pista da novembre per il trofeo più ambito
I giallorossi rivivono l’avventura 30 anni dopo la prima

LODI
L’Amatori torna nel gotha dell’hockey. Il terzo posto in campionato, dietro a Viareggio e Valdagno finaliste sia nei play off che in Coppa Italia, ha riaperto le porte dell’Europa che conta ai giallorossi di Aldo Belli, che la prossima stagione torneranno a disputare l’Eurolega a trent’anni esatti dall’ultima e unica partecipazione lodigiana, stagione 1981/1982, quando i giallorossi arrivarono fino alla finale in cui furono sconfitti dal super Barcellona. Con la conclusione dei vari campionati nazionali si è completata la lista delle magnifiche sedici che saranno al via nella prossima Eurolega, una lista prestigiosa che a una prima lettura mette i brividi. Cinque spagnole (Liceo La Coruña, Barcellona, Reus, Noia e Vic) quattro portoghesi (Porto, Benfica, Candelaria e Oliveirense), i campioni di Francia del Coutras, quelli svizzeri del Ginevra, quelli tedeschi del Cronenberg e quelli inglesi del Middlesbrough, oltre naturalmente a Viareggio, Valdagno e appunto Amatori. Praticamente quanto di meglio possa offrire oggi l’hockey continentale. Ufficiali anche le date della prossima Eurolega, sempre di sabato: il 19 novembre via alla fase a gironi con la prima giornata, le altre si giocheranno il 17 dicembre a chiudere il 2011 e poi il 21 gennaio, il 18 febbraio, il 17 marzo e il 14 aprile 2012.In attesa di sapere la composizione dei gironi (sorteggio in settembre, tra il 5 e il 10 a Ginevra) proviamo a conoscere meglio quali potrebbero essere le avversarie dei giallorossi. Partendo dai detentori del trofeo, i galiziani del Liceo La Coruña che quest’anno hanno spodestato dal trono europeo il Barcellona dopo anni di dominio pressoché incontrastato. Lo squadrone guidato da Carlos Gil si presenterà al via della prossima stagione reduce dalla strepitosa accoppiata Coppa Cers-Eurolega conquistate negli ultimi due anni. Vicecampione spagnolo dopo aver chiuso la Liga a tre punti dal Reus, perdendo l’ultima giornata proprio a Barcellona, il Liceo vanta un palmares a dir poco invidiabile (6 scudetti, 9 Coppe del Re, 5 Champions League, 3 Coppe Cers, 2 Coppe delle Coppe, 4 Coppe Intercontinentali e 5 Supercoppe Europee) e una squadra stellare che, trascinata dai gol del bomber argentino Pablo Alvarez (che ora approda però al Barcellona, sostituito dal connazionale Matias Pascual) e del funambolico Jordi Bargallò, punta alla riconferma. A La Coruña e al suo immenso “Riazor” è legato il ricordo dell’ultima finale europea dell’Amatori: era il 1996 e i giallorossi perdendo ai rigori in Galizia videro sfumare la Coppa delle Coppe.Dai campioni in carica ai vicecampioni del Reus Deportivo, la squadra in cui hanno militato Karam, Platero e l’anno scorso i fratelli Bertolucci vincendo Supercoppa e Coppa Intercontinentale. Uno squadrone capace quest’anno di vincere la Liga interrompendo il dominio del Barça che durava da tredici stagioni e di centrare le finali di Eurolega e Coppa del Re, facendo perno su campioni del calibro di Trabal (in porta), Marc Gual (ora al Barcellona), Xavi Caldù e il mitico José Luis “Nero” Paez. Il Noia, pazzesco squadrone negli anni Ottanta e Novanta, cerca di tornare in cima all’Europa da dove manca dal 1989: quarta quest’anno nella Liga e fatta fuori dal Liceo nei quarti di Eurolega, la squadra dell’ex portiere del Follonica Bargallò resta un cliente terribile, anche se il Noia ai lodigiani ricorda più che altro il trionfo del 1987 in Coppa Cers, con la storica vittoria al “Revellino”. La meno quotata delle spagnole sembra ad oggi il Vic, finalista appena due anni fa in Eurolega ma reduce da una stagione non esaltante. I biancorossi dell’ex Follonica Ordonez sono stati eliminati subito nel girone di Eurolega, hanno chiuso solo settimi nella Liga e inseguono ancora il primo trionfo della loro storia nella massima competizione. Chi punterà a tornare sul tetto d’Europa è ovviamente il Barcellona, reduce da un anno in cui ha portato a casa solo la Coppa del Re, chiudendo terzo in campionato e uscendo clamorosamente nei quarti in Eurolega. Dopo un decennio di vittorie la corazzata blaugrana ha vissuto un anno di transizione e, a dispetto di un roster stellare (Egurrola, Borregan, Carlos Lopez, Panadero, David Paez, Ordeig, Marc Torra e Reinaldo Garcia), ha fallito tutti gli obiettivi principali. Difficile pensare a un Barcellona non vincente per due anni di fila e, anche se in Catalogna arrivano tagli e ridimensionamento, c’è da attendersi il club blaugrana in prima fila per alzare quel trofeo vinto ben 19 volte.Spagnole grandi favorite, come sempre, ma attenzione alle portoghesi e in particolare a Porto e Benfica, che proveranno a riportare in Portogallo un trofeo che manca ormai da vent’anni. Il Benfica, già affrontato e quasi eliminato quest’anno dall’Amatori in Coppa Cers, si presenterà al via dopo una stagione che l’ha visto alzare proprio il secondo trofeo continentale e perdere un campionato finito a pari punti col Porto, ma con in più un Sergio Silva (trattato anche dall’Amatori) che sa bene come si vince l’Eurolega. Obiettivo Coppa dei Campioni anche per il Porto (che non la vince dal 1990) del fenomeno Pedro Gil, campione di Portogallo e capace quest’anno di far fuori il Barcellona, prima di fermarsi però in semifinale. I “Dragoni” saranno orfani del bomber Emanuel Garcia, finito a Viareggio, ma sono ugualmente in grado di allestire uno squadrone pronto a interrompere l’egemonia spagnola. Da tenere d’occhio anche Candelaria (che perderà però proprio Sergio Silva), semifinalista quest’anno dopo aver eliminato il Viareggio, e l’Oliveirense terza, in campionato, la meno quotata tra le portoghesi che però da anni ben figura in Coppa Cers.Sono destinate a ricoprire un ruolo da comparse o poco più i campioni svizzeri del Ginevra, i francesi del Coutras, i tedeschi del Cronenberg e gli inglesi del Middlesbrough. E infine le italiane. Il Viareggio di Mariotti, con il colpo Emanuel Garcia e quello Velazquez tutt’altro che impossibile, potrebbe puntare ad arrivare in fondo, mentre il Valdagno, quasi totalmente rivoluzionato, sembra avere meno chance rispetto a quelle degli ultimi due anni che l’hanno sempre visto qualificarsi per la “final eight”.

Stefano Blanchetti