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Il Cittadino Lodi

Pala deserto e budget faraonico, il paradosso del super Barcellona

Redazione - 22-08-2011

Pochi tifosi e obiettivi principali falliti, ma i blaugrana investono comunque 1,5 milioni di euro

BARCELLONA
Chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane. Detto antico non fu mai più azzeccato per la situazione, perché chissà cosa succederebbe a Lodi se a disposizione della società giallorossa ci fossero un milione e mezzo di euro di budget. Tanto sarà il capitale investito il prossimo anno dalla sezione hockey del Barcellona, che ha visto però un ridimensionamento del 50 per cento rispetto alla passata stagione. L'annata priva di successi (se non la Coppa del Re) e soprattutto avara di soddisfazioni anche in termini di ritorni economici ha fatto propendere la polisportiva guidata da Sandro Rossell per un ridimensionamento sostanziale del settore a rotelle. A fronte di un investimento di 3 milioni per la stagione 2010/2011 sono rientrati dal settore hockey solo 300mila euro. Perché, udite udite, gli spettatori di media sugli spalti a vedere le partite interne della squadra catalana sono stati 636. E non è finita, perché di questi 636 addirittura 615 sono soci del club e quindi pagano solo la quota annuale di affiliazione al club senza acquistare il biglietto all'ingresso. Scontato che siano solo 21 i tagliandi staccati in media a ogni gara. Numeri ridicoli soprattutto se confrontati con altre realtà ben meno facoltose di quella blaugrana. Lodi, per esempio: «Se avessi quel budget a disposizione - attacca l'istrionico Marino Severgnini, bandiera storica dell'hockey lodigiano -, prima di tutto imposterei la società come una polisportiva in grado di sostenere l'azionariato popolare. Con tutti i tifosi che abbiamo a Lodi non sarebbe certo una chimera. Cosa farei per vincere lo scudetto? Cercherei soprattutto di indebolire gli avversari», chiosa “Hombre”, che nel roster giallorosso oltre al neo acquisto Valerio Antezza avrebbe volentieri visto almeno uno tra Davide Motaran «e il sogno Mirko Bertolucci». Con una formazione del genere però un'annata senza trofei non sarebbe tollerata. E così è successo in Catalogna a Fernando Pujalte e Quim Pauls, rispettivamente ormai ex allenatore ed ex coordinatore tecnico del Barcellona, lasciati a piedi e liberi di trovarsi un'altra collocazione. «In questa stagione - ha tuonato il direttore economico del Barcellona Xavier Faus - il Reus è riuscito a vincere con la metà del nostro budget». In questo contesto si inserisce anche il pesante indebitamento della società. Non è un mistero che la polisportiva abbia un passivo di 364 milioni di euro: con il fair play finanziario approvato dalla Uefa a incombere dal 2013/2014 ogni club non potrà spendere più di ciò che guadagna e il calcio, che ovviamente la fa da padrone nei bilanci blaugrana, condizionerà le scelte sugli sport minori. Ciononostante, il Barcellona ha già acquistato due assi come Marc Gual dai campioni di Spagna del Reus e Pablo Alvarez dai campioni d’Europa del Liceo; sperando che sugli spalti, l’anno prossimo, ci sia qualche spettatore pagante in più.

Aldo Negri