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giustizia sportiva

Il Procuratore Federale dispone l'archiviazione per il Valdagno

Redazione - 01-08-2011
Non bastava il caso Vercelli (la cui soluzione è prevista in settimana) a tenere viva l'attenzione del mondo dell'hockey. Oggi è arrivata una sentenza (anzi, una archiviazione) che non mancherà di fare discutere: il Valdagno non ha infranto alcuna norma inviando al CTA una lettera di ricusazione di alcuni arbitri. Un precedente che rischia di spingere nel caos il mondo dei direttori di gara.

"Ritetenuta l’assenza di ogni profilo disciplinare nella comunicazione dell’Hockey Valdagno del 11/05/2011, il Procuratore Federale dispone l’archiviazione del presente procedimento e la comunicazione al C.T.A. ed al Settore Hockey".
Si chiude con questo dispositivo la vicenda della lettera inviata dall'Hockey Valdagno al CTA e al Settore Tecnico Hockey in cui la società vicentina si lamentava di alcuni arbitri, ricusandoli, cioè chiedendo che non venissero designati a dirigere altre partite del Valdagno.
La lettera del club vicentino è data 11 maggio , il giorno dopo la semifinale tra Valdagno e Lodi arbitrata da Fermi e Perrone e la vigilia della serie di finale con il Viareggio. Il testo della lettera non è noto e non ci sono certezza su chi siano gli arbitri segnalati a Zonta come "sgraditi". Ambienti contigui al mondo arbitrale parlano dell'emiliano Fermi (in particolare in riferimento alla finale di coppa Italia che costò la coppa al Valdagno a favore del Viareggio) e del novarese Eccelsi.
Se così fosse, in entrambi i casi il designatore Zonta avrebbe di fatto ignorato le lagnanze del Valdagno poichè Eccelsi arbitrò con Perrone gara 2 di finale scudetto e Fermi diresse con Barbarisi la decisiva gara 3.

A far discutere (e a preoccupare) sono però le conseguenze di questa sentenza che ignora palesemente una disposizione del Settore tecnico datata 12 dicembre 2008 e la rende, di fatto, priva di qualsiasi efficacia. La norma ha l'eloquente titolo "Divieto assoluto di rapporti extra gara tra CTA arbitri e società e/o loro dirigenti" e dice testualmente:
"Non è consentito alle società dirigenti e similari alcun contatto con il Comitato Tecnico Arbitrale e/o i suoi dirigenti e/o i relativi affiliati arbitri, ad esclusione delle autorizzazioni previste dal vigente ordinamento tecnico e gare campionati.
(...)
Ogni questione inerente il CTA e l’operato dei suoi affiliati arbitri deve essere rivolta ai competenti organismi: FIHP ST Hockey o Lega Nazionale Hockey, che ricevuta la segnalazione o il materiale relativo provvederanno ad informare il CTA per il seguito di loro competenza.
Pertanto tutte le società, dirigenti e similari, hanno l’obbligo di non colloquiare né con scritti, né con e-mail, né con telefonate con il CTA e i suoi affiliati arbitri, avvertendo che ogni violazione alle suddette disposizioni costituisce grave violazione al Regolamento di Disciplina di FIHP con conseguente e immediata denuncia dei responsabili al Giudice Sportivo per l’assunzione dei conseguenti provvedimenti disciplinari."

Dunque, secondo la giustizia sportiva, il divieto di intrattenere rapporti con il CTA nonè più in essere, almeno nei casi in cui lo scopo sia quello di ricusare gli arbitri, cioè condizionare in qualche modo il designatore (oppure metterlo semplicemente in grave difficoltà).
E' ovvio che la nuova possibilità concessa ai club rischia di gettare nel caos il mondo arbitrale proprio alla vigilia di una stagione particolare che vedrà l'entrata in rigore della riforma del settore. Ad ogni arbitraggio "sgradito" potranno partire lettere di ricusazione pienamente legittime con il solo risultato di rendere caotica la gestione degli arbitri.