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caso Vercelli

Giardi del Prato: 'Accetteremo il verdetto, ma serve chiarezza'

Redazione - 30-07-2011
Il presidente del Prato 54 Massimiliano Giardi, indirettamente parte in causa nella vicenda Vercelli, si dice stupito della posizione delle società che non hanno risposto alla richiesta della Lega ed è preoccupato per la tenuta del sistema hockey. Poi attacca: accetteremo la decisione della Fihp, ma abbiamo capito che questa volta l'arbitro non è neutrale.


Massimiliano Giardi, presidente del Prato 54, si trova da un mese al centro di una storia che lo ha fatto passara dalla delusione di una retrocessione maturata in pista, alla speranza di un ripescaggio nella massima categoria, all'incertezza di chi ancora non sa, alle porte di agosto, per quale campionato di deve preparare.
Anche lui, in questo week end di fine luglio, ha deciso di prendere carta e penna e di inviare ai vertici di Lega Hockey e Fihp e alla stampa, le sue considerazioni. Vi proponiamo integralmente il testo che non è privo di spunti interessanti e polemici nei confronti di come stanno andando le cose e, soprattutto, di come potrebbero andare a finire.


In relazione alla situazione che in qualche modo vede la mia società essere parte interessata della vicenda Vercelli, al fine di evitare possibili incomprensioni con i tifosi del Vercelli ai quali va il mio più sentito e totale rispetto, sono ad evidenziare alcuni aspetti che secondo me vanno chiariti.
La mia società era tranquilla il giorno della retrocessione ottenuta sulla pista, dettata anche dalla prolungata assenza del nostro capitano; una squadra fatta di giovani atleti e costruita ottemperando a tutte le regole imposte dalla Lega Hockey e dalla Fihp attraverso una attenta programmazione già dalla stagione precedente in serie A2.
Abbiamo deciso con la massima tranquillità, dopo la rinuncia della società Pordenone 2004, di accettare il ripescaggio in A1.
Ora, per la prima volta nella storia di questo sport, viene messa in dubbio la decisione della Lega di escludere una società dal massimo campionato per inadempienze nel rispetto di regolamenti noti e consolidati, ribaditi e riconfermati dalle società stesse (compreso il Vercelli) nell’ultima assemblea di Lega del 9 aprile.
In passato, di fronte a casi analoghi, tutte le società hanno dato il loro appoggio ai vertici della Lega Hockey nel far rispettare uno statuto e un regolamento costruito con il contributo di tutte le società. Trovo molto curioso il fatto che questa volta non sia stato così e che alcune società abbiano preferito una pilatesca astensione a una precisa assunzione di responsabilità. Una ragione di più per chiedere a Lega Hockey e a Fihp di basare la loro decisione esclusivamente sulle norme in vigore e non sulle evidenti pressioni di lobby che, con documenti farneticanti, si arrogano il diritto di decidere quali sono le società per le quali vale la pena chiudere un occhio.
L’Hockey Prato 54 non ha chiesto di essere ripescato, ma ha accettato quando gli è stato proposto, come in passato è capitato a tante altre società. Un ripescaggio deciso in base a regole che adesso vengono meno. Tutto ciò non è accettabile.
Non possiamo e non vogliamo accettare una condotta che in breve tempo porterebbe a una situazione di ingovernabilità del nostro sport. Dove ogni società decide dove e quando giocare, con quanti stranieri, quali tasse pagare, perché i regolamenti comuni vengono interpretati a seconda delle occorrenze e si può sempre trovare un cavillo per sanare errori, distrazioni o peggio.
Dal momento in cui la Lega (il cui comportamento è stato fino ad ora inappuntabile) ci ha comunicato il ripescaggio in serie A1, ho portato avanti operazioni di mercato che mi hanno indotto a consolidare rapporti e contratti con atleti anche stranieri, ho voli opzionati e raggiunto accordi di sponsorizzazione per ottemperare e garantire un campionato nella massima serie.
L'Hockey Prato 54 ha sempre osservato con scrupolo le regole che le società si sono date in questi anni, siano esse regole di Lega o norme di Federazione. E anche in questo caso, pur essendo la decisione che dovrà essere assunta particolarmente importante, la mia società ha tenuto una linea di comportamento responsabile, corretta e trasparente nei confronti di tutti senza cercare o accettare appoggi di alcun tipo, convinta della bontà delle proprie ragioni e della rettitudine del proprio comportamento.
Avremmo preteso che, alla vigilia di una decisione tanto delicata, importante e inedita, tutti avessero avuto lo stesso comportamento irreprensibile. Soprattutto, ci sarebbe sembrato giusto pretendere che l'arbitro di questa partita, la Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio, non parteggiasse così palesemente per una delle parti in causa.
Purtroppo i fatti dimostrano che così non è stato e siamo pronti al peggio (per noi, ma soprattutto per la credibilità del nostro amato hockey).
L'Hockey Prato 54, quale che sia la decisione che verrà assunta dalla Fihp, la accetterà; ma non mancherà di evidenziare quante semplici e basilari regole democratiche siano state calpestate nell'ultimo mese da chi ha anteposto interessi diversi a quelli della semplice tutela della regolarità della pratica sportiva

Massimiliano Giardi
Presidente Hockey Prato 54