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Vigilia serena per la squadra partita ieri all’alba da Lodi


Scritto da Redazione - Pubblicato il 22/01/2011
È stata una levataccia per tutti. Sono appena le 7.30 quando tra visi assonnati e volti storici dell'hockey a rotelle pian piano la comitiva giallorossa si raduna al terminal 1 di Malpensa. I primi a farsi vedere nell'hub milanese sono i dirigenti della società: il presidente Fulvio D'Attanasio in testa con tanto di felpa Amatori, accompagnato dal direttore generale Raoul Frugoni, dall'addetto stampa Massimo Stella e da "Hombre" Marino Severgnini. Ci sono da sbrigare tutte le pratiche relative all'imbarco dei bagagli, una procedura spesso lunga e complicata che richiede tempo: «Dobbiamo stare attenti a distribuire bene tutti i pesi, perché le compagnie aeree sono molto rigide in questo senso. Tutti i bagagli con gli attrezzi e il materiale tecnico devono rientrare nei limiti, i tempi sono ristrettissimi e non ci si può permettere che qualcosa vada storto». Oltre alla squadra via via spuntano anche il leggendario Pino Marchi, Ivano Giuditta, il presidente del Csi lodigiano Marco Bottini e una decina di tifosi in assetto da trasferta. Gigio Bresciani non vede l'ora di tornare in Portogallo e soprattutto a Lisbona, città nella quale tra l'altro ha già giocato nelle fila del Seixal, società che negli anni 90 si ritagliava il proprio spazio accanto al Benfica. «Beh, giocare a Lisbona è bellissimo, c'è un ambiente molto caratteristico dove si respira l'hockey. È stata una bella esperienza e ho davvero voglia di tornarci per disputare questa partita». Intanto il difensore giallorosso inganna l'attesa leggendo Faletti, senza preoccuparsi troppo del volo Lufthansa che di lì a poco lo porterà nella penisola iberica. Non succede proprio la stessa cosa per un Marco Motaran leggermente teso alla partenza, che invoca al presidente D'Attanasio una bella trasferta portoghese in pullman per la prossima occasione: niente check in, niente attese e soprattutto niente stress da volo. E puntualmente alle 11.04, quando l'aeromobile sorvola i Pirenei, una piccola turbolenza provoca un accenno di panico nel difensore vercellese. Sicuramente più tranquilla l'inossidabile mamma Marinella, presente ovunque giochi il figlio Marco. Per chi bazzica nell'ambiente è quella signora che con telecamera a cavalletto riprende immancabilmente in casa e in trasferta tutte le partite dei giallorossi. I viaggi in Italia e in Europa non si contano più: «Una volta addirittura sono andata in macchina a Blanes per seguirlo - racconta -. Naturalmente quest'anno non ho perso la sfida con il Thunerstern in Svizzera, ma neanche quelle dell'anno scorso a Parigi prima e a Igualada poi. Sono stata anche a San José, in California, nel 2005, sempre da sola». Alle 12.14 ora locale il carrello dell'aereo tocca l'asfalto dell'aeroporto lusitano. Tutti ad aspettare i bagagli, ma tra una borsa e l'altra sul nastro arriva... Montigel.

Al.Ne.
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