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Viareggio sogna la “prima volta”


Scritto da Redazione - Pubblicato il 06/06/2011

Domani contro il Valdagno i toscani potrebbero festeggiare uno scudetto atteso 64 anni

VIAREGGIO
Sessantaquattro anni di attesa stanno per finire. Sono ore di vibrante vigilia quelle che si vivono in questo momento a Viareggio, la città del Carnevale, con il popolo bianconero in fibrillazione per la terza gara di finale di domani sera contro il Valdagno: quella che, in caso di ennesimo successo della formazione di Mariotti, regalerebbe il primo e tanto desiderato scudetto ai toscani. Una città intera aspetta con ansia le 21 di domani, quando il “PalaBarsacchi” potrebbe non essere sufficiente a contenere lo strabordante entusiasmo dei tifosi viareggini. Impressionanti i numeri della prevendita dei biglietti: sabato mattina bruciati circa 2000 tagliandi in meno di cinque ore (un altro “tutto esaurito” dopo quello di gara-2) e tutti pronti per la grande festa. La città freme e si prepara, insomma, ma tenendo comunque i piedi ben saldi a terra. Perchè questo è il dogma scelto e divulgato dal tecnico Massimo Mariotti e dai due senatori viareggini, gli ex giallorossi Alessandro e Mirko Bertolucci, che dall'inizio della serie di finale hanno predicato prudenza, calma e soprattutto umiltà. L'atmosfera però è quella giusta. E a confermarlo è proprio uno dei viareggini doc, Alessandro Bertolucci, per tutti "Il Secco" o, come lo chiamano ironicamente gli ultras bianconeri, "Lo Zingaro": «Devo dire che la città in questi giorni sta rispondendo alla grande e sta vivendo l'attesa di queste gare decisive nella maniera giusta. C'è tanta euforia, la si respira ed è normale e giusto che sia così: in prevendita i biglietti sono stati polverizzati, ma tutti quanti tengono i piedi ben saldi a terra, mantenendo l'umiltà necessaria in questi casi per arrivare all'obiettivo. Io e Mirko, ma anche Massimo Mariotti, che di finali ne abbiamo giocate e vinte tante, l'abbiamo ripetuto dal primo giorno: per noi è fondamentale stare tranquilli il più possibile prima delle partite, non parlare di niente, non pensare a nulla se non ai cinquanta minuti che ci aspettano in pista. È il nostro segreto da sempre, la città e tutti i tifosi l'hanno capito e stanno rispondendo nel modo giusto. Niente proclami, pronostici, preparativi e feste prima della fine: se poi dovesse andare come ci auguriamo apriremo le danze, ma fino ad allora la parola d'ordine è umiltà. La città e la società l'hanno capito e, a differenza di qualche anno fa, sono pronte per vincere». Se domani sera Viareggio potrebbe realizzare un sogno, quello di vincere il suo primo scudetto in 64 anni di storia, Ale e Mirko Bertolucci potrebbero realizzare quello di trionfare con la maglia della loro città: «Se ci penso mi vengono i brividi - sorride Alessandro -. È dall'età di 5/6 anni, quando io e mio fratello abbiamo iniziato a pattinare, che sogniamo un momento del genere e siamo tornati qua per provare a realizzarlo. Ora ci siamo molto vicini, ma non voglio pensarci. Aspettiamo domani sera, cerchiamo di battere ancora uno squadrone come il Valdagno e poi...».

St.Bl.
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