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Nicolia, petardi vicino alla casa di Repele


Scritto da Redazione - Pubblicato il 16/06/2011
Alcuni tifosi hanno protestato con scoppi e fumogeni nei pressi dell'abitazione del presidente: vogliono che l' argentino resti
A Valdagno non si accetta il divorzio comunicato dalla società Il patròn: «Mi spiace per il disturbo arrecato agli anziani residenti»

Giannino Danieli

VALDAGNO
Di tutto e di più a Valdagno, capitolo pista. C'è stata una vera e propria mobilitazione a sostegno della permanenza di Carlos Nicolia, il campione argentino che nell'ultimo quinquennio si è proposto come un autentico beniamino dei supporter dell'Hockey Valdagno. Si è anche parlato di una possibileriunione tra il sindaco di Valdagno Alberto Neri, il presidente laniero Repele e lo stesso Nicolia per ricucire la situazione, ma sarebbe saltata.
In contemporanea è invece arrivato un comunicato che per il momento mette una pietra pesante sulla possibile permanenza dell'asso a Valdagno. «La società Isello Vernici Hockey Valdagno - si legge nel testo - comunica che, a seguito della decisione comunicata per iscritto dal giocatore Nicolia Heras Carlos Fernando, cui la società non si è opposta, il rapporto sportivo con il giocatore è stato anticipatamente risolto con effetto immediato rispetto alla scadenza prevista per il 30 giugno del 2012. Il giocatore ha motivato la propria volontà di recesso con la sua divergenza rispetto alle scelte di mercato della società, la quale ha espresso da parte sua la indisponibilità, nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli, a condividere tali tematiche. La società ha comunicato al giocatore la decisione di accettare lo scioglimento unilaterale del vincolo sportivo nel pieno rispetto degli accordi presi».
Una querelle estremamente complessa da decifrare. Al di là di tutto molti tifosi valdagnesi hanno detto in modo chiaro da che parte stanno. In città sono apparsi cartelloni e ci sono state vibrate proteste contro la partenza di Carlos Nicolia. Protagonisti, un cospicuo numero di tifosi che si sono recati sotto l'abitazione del presidente.
La bufera aveva preso corpo nella serata di lunedì nel corso di una riunione in prossimità del PalaLido fra una cinquantina di tifosi. I capi degli ultras hanno commentato i passi compiuti da Nicolia nei confronti del club biancoceleste, ma nel contempo anche l'assurdità della sua perdita. A quella riunione aveva presenziato pure l'asso argentino che fra le altre cose avrebbe detto «Non mi vedo addosso con un'altra maglia che non sia quella biancoceleste del Valdagno».
Poco più tardi all'esterno del PalaLido è comparso un enorme striscione in suo favore; altri grandi cartelli sono stati affissi sui muri della città. Lunedì una rappresentante dei tifosi s'è incontrata con il presidente Repele chiedendogli, fra le altre cose: «Faccia qualcosa per Carlos, per i tifosi e la città».
L'altro ieri, martedì, nelle vicinanze del PalaLido è stata organizzata un'altra riunione fra un centinaio di tifosi. Gli animi si sono surriscaldati al dopo aver appreso quanto comparso sulla Bacheca Biancazzurra, ossia le decisioni della società sul caso-Nicolia. A quel punto tutti i presenti hanno formato un corteo, con bandiere e fumogeni, che per un breve periodo ha fatto tappa alla vecchia Pista Lido; poi s'è fermato sotto l'abitazione del presidente Dino Repele.
«Quella manifestazione sicuramente ha disturbato la tranquillità della via dove risiedono parecchi anziani - il commento di Repele -. Solo nelle vicinanze della mia abitazione sono stati comunque lanciati petardi e fumogeni, ma non c'è stata alcuna offesa personale. Ripeto, sono dispiaciuto per il disturbo arrecato ai residenti».
Il corteo alla fine s'è diretto nuovamente verso gli impianti sportivi e poco dopo sono arrivati cinque carabinieri che, però, non hanno avuto nessun motivo per intervenire.
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