Marketing, vivaio, crescita tecnica e sul territorio i pilastri del nuovo progetto campioni
DAttanasio mira in alto: «Scudetto in due anni ed Eurolega in tre»
LODI
In casa Amatori nasce il progetto campioni. Per promuovere e fare proprio lo stile Barcellona, inteso anche come crescita della cantera dalla quale far sbocciare nuovi talenti e costruire una prima squadra in grado di primeggiare in Italia e in Europa. Insomma, un progetto che punta a far diventare lAmatori sempre di più una società di riferimento a livello di immagine non solo a livello locale ma anche nazionale, con una crescita di comunicazione, marketing e organizzazione. Un club presente attivamente sul territorio attraverso campus giovanili, manifestazioni e iniziative benefiche, per consolidare sempre di più il suo ruolo di leader a Lodi e in provincia. Questi sono i punti cardine su cui poggia lambizioso progetto campioni, pensato e ideato dal presidente Fulvio DAttanasio con la chiara volontà di rendere lAmatori una società leader in Italia non solo sotto il profilo prettamente sportivo, ma anche sotto laspetto gestionale.Idee ambiziose in cui il presidente crede fortemente, come ci confessa presentando il progetto campioni: «Potrebbe sembrare strano, ma lidea nasce circa un mese fa in seguito alle pre-selezioni delle Nazionali, dove su oltre 80 ragazzi cera solo un lodigiano - spiega DAttanasio -. Mi sono detto se fosse possibile essere arrivati a questo livello, ho parlato con altri presidenti i quali lamentavano problemi analoghi e infine riflettevo sul fatto che noi siamo partiti portando in squadra un giocatore da fuori e adesso ne abbiamo sette. Da tutti questi pensieri ho cominciato a mettere nero su bianco alcuni punti, che hanno poi dato vita a questo progetto campioni. Punta su tre concetti primari, che sono limmagine, lo sviluppo sul territorio e la parte tecnica. In buona sostanza è un progetto che ha come obiettivo concreto la crescita totale della nostra società a tutti i livelli, dirigenziale e tecnico: crescita che siamo convinti possa sfociare a breve nel raggiungimento di grandi traguardi quali lo scudetto e magari lEurolega, il ritorno di lodigiani nelle Nazionali e la conquista di trofei anche a livello giovanile, con la speranza in futuro di riavere un Amatori competitivo e composto in prevalenza da lodigiani».Entrando nel dettaglio, la parte più rilevante è quella tecnica che riguarda dirigenti e allenatori, prima squadra e settore giovanile, parte che ha già cominciato a essere attuata con i recenti cambiamenti che hanno portato Pino Marzella come nuovo allenatore, Aldo Belli come responsabile dellarea tecnica e Pierluigi Bresciani responsabile del settore giovanile. A dirigenti e tecnici DAttanasio chiede collaborazione tra i vari ruoli, aggiornamento attraverso corsi di formazione, conseguimento di un modello gestionale tipo Barcellona per la crescita del vivaio e linserimento di campioni provenienti da altre società e una modernizzazione della tattica e tecnica di squadra al fine di produrre un gioco Amatori, che porti spettacolo e risultati. Alla prima squadra poi DAttanasio chiede un impegno sempre più professionistico, con allenamenti al mattino e alla sera e la creazione nel gruppo di una mentalità vincente, ponendo come obiettivi lo scudetto nei prossimi due anni e lEurolega nei prossimi tre.A livello giovanile invece sono richiesti una modernizzazione della tecnica individuale di bambini e ragazzi, un maggior monitoraggio di ogni singolo elemento, scouting e concentramenti interni alla società e con le altre realtà lombarde e interscambio di atleti con le società vicine, ponendo come obiettivi entro i prossimi tre anni quelli di portare due atleti per categoria nelle Nazionali giovanili e almeno una squadra per categoria alle finali scudetto. Infine la crescita dellimmagine, con un maggior sviluppo di marketing e comunicazione (e la creazione di un Amatori store) e della presenza sul territorio, con la rappresentanza di dirigenti e atleti alle principali manifestazioni locali, incontri nelle scuole, creazione di campus invernali e estivi e il sostegno e la partecipazione a eventi benefici. Insomma, per vincere lo scudetto non basta andare forte in pista: e DAttanasio lo ha capito.
Stefano Blanchetti
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