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Mariotti re Mida regala al Viareggio il primo scudetto


Scritto da Redazione - Pubblicato il 10/06/2011
di Maurizio Caldarelli

VIAREGGIO
Il "Re Mida" dell'hockey italiano ha colpito ancora. Massimo Mariotti ha portato infatti alla conquista dello scudetto il Cgc Viareggio, strappandolo in tre soli inconti al Valdagno, detentore e superfavorito. «E' la rivincita - sorride Mariotti - di quelli che definivano una banda di vecchi bolliti e mercenari». Il tecnico grossetano porta così il tricolore in Versilia, centrando al primo tentativo un bersaglio mai centrato in 63 anni di storia. «In partenza - sottolinea - non pensavo di poter chiudere i conti sul 3-0, anche se con i playoff così strutturati ci ha avvantaggiato aver vinto il primo incontro a Valdagno». «La gara più difficile - prosegue - è stata quella di martedì, soprattutto a causa di un diverso metro nell'arbitraggio». Il palmares di Massimo Mariotti si arricchisce quest'anno di due trofei, Coppa Italia (la tredicesima della carriera) e scudetto (l'undicesimo). Da quando ha deciso di fare l'allenatore, il campione maremmano ha fatto grande la Toscana dell'hockey pista: prima uno scudetto (con coppa Italia e supercoppa) a Prato; poi l'interminabile serie di trofei (14, con quattro tricolori) a Follonica e adesso la doppietta a Viareggio. «A Viareggio - sottolinea Mariotti - ero il nemico giurato. All'inizio i tifosi mi guardavano con diffidenza, ma poi hanno capito come sono fatto ed è nato un bel feeling. La soddisfazione è grossa: venivo da un anno sabbatico forzato, addolcito dalla bella esperienza a Castiglione, e devo ringraziare il Centro di aver creduto in me. E non dimentichiamo che siamo l'unica squadra interamente composta da italiani». Con Massimo sale sul trono d'Italia anche Enrico Mariotti. «Sono contento per mio fratello. A 42 anni ci ha dato una grossa mano, alla faccia di chi lo dipingeva, a Follonica e Bassano, uno spacca-spogliatoio. Uno che ha vinto tutto ed ovunque, meritava un riscatto come questo. Si è calato nella nuova dimensione con umiltà, con tanti motivazioni e contento di essere nuovamente protagonista. Enrico, ma anche i fratelli Bertolucci, Orlandi, hanno dimostrato di essere i migliori nonostante l'età avanzata». E adesso la Champions League? «No, le formazioni spagnole e portoghesi sono troppo attrezzate, in Italia non c'è stato un ricambio generazionale. Per competere in Coppa servirà una squadra più lunga. I protagonisti sono quelli che erano a Follonica, è vero, ma con sei anni di più». Nella veste di Ct azzurro, Mariotti dal 16 agosto preparerà il Mondiale, con l'obiettivo di migliorare il settimo posto. «Il nostro quartier generale sarà la Fattoria la Principina. La mattina ci alleneremo al Velodromo di via Giotto, nel pomeriggio a Castiglione. Purtroppo Grosseto ha perso l'ennesima occasione, non facendosi trovare pronta con un impianto adeguato».
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