Il pugliese allenatore e il lodigiano supervisore: lAmatori si affida ai due ex numeri 9
Marzella e Belli, storia di due fenomeni così uguali e così diversi
LODI
Aldo e Pino, la strana coppia che dovrà riportare lo scudetto a Lodi. Aldo Belli e Pino Marzella si sono sempre dichiarati grandi amici, anche se le loro strade si sono spesso incrociate più o meno pericolosamente in pista. E anche adesso il loro rapporto verrà messo alla prova dalla situazione del tutto particolare che si è venuta a creare. LAmatori ha deciso di esonerare il lodigiano dal ruolo di allenatore e di chiamare in panchina il pugliese, ma lo stesso Aldinho resterà in società in quel ruolo un po scomodo di responsabile dellarea tecnica che gli ha proposto il presidente DAttanasio. Insomma, due galli in un pollaio?In attesa di scoprire che aria tirerà al PalaCastellotti nella prossima stagione, vale la pena rivivere le carriere di due degli attaccanti pìù forti che lhockey italiano abbia espresso. Due fenomeni così diversi e così uguali. Forti. Fortissimi. Tanto che paragonarli è nello stesso tempo facile e impossibile. Due grandi attaccanti, entrambi attaccati alla maglia numero 9, che nelle loro lunghissime carriere hanno però condiviso ben poco. Va detto subito che a una tecnica di base cristallina per entrambi, Marzella abbinava un carattere e una personalità che gli hanno dato una marcia in più soprattutto nelle partite in trasferta. Se Aldinho era fenomenale tra le mura amiche del Revellino, in un hockey che a quei tempi non conosceva daspo o rischi di squalifiche, Marzella faceva la differenza in casa e fuori. E al di là dei campanilismi è giusto dire che, se sul piatto vanno messi i trofei, la bilancia pende decisamente dalla parte di Pino, più bravo tra l'altro anche a vendersi bene. Ma le vittorie di Aldo, seppur poche in una carriera di oltre 25 anni, hanno un valore particolare perché conquistate solo ed esclusivamente con la squadra della sua città, mentre l'amico-rivale anno dopo anno sceglieva sempre la favorita al titolo. E ogni tanto falliva.Belli e Marzella sono rivali in pista fin da giovanissimi, allinizio degli anni 80, quando il pugliese (nato nel 1961: a settembre compirà 50 anni) trascina il Giovinazzo del professor Massari al suo primo scudetto e Aldinho (nato nel 1962, ne ha appena compiuti 49) fa altrettanto la stagione successiva con lAmatori. Il primo round di una storica rivalità se lo aggiudica in realtà un Belli nemmeno maggiorenne, che nel 1978 fa la sua prima apparizione nellAmatori di Livramento battendo proprio il Giovinazzo nella doppia finale di Coppa Italia, conquistando il primo trofeo della storia dellhockey lodigiano. Marzella si riporta in parità e anzi opera subito il sorpasso due anni dopo, trascinando i pugliesi alla conquista del loro primo e unico scudetto e facendo subito laccoppiata con la Coppa delle Coppe. Poi il Golden boy di Giovinazzo inizia il suo viaggio per lItalia passando per Reggio Emilia, Monza, Novara, Vercelli, una tappa a Lodi, ancora Novara e infine Correggio, prima di fare ritorno in Puglia e appendere i pattini al chiodo, forse prematuramente.Una carriera diametralmente opposta a quella di Belli che invece, a parte la parentesi di un anno a Novara, decide di trascorrere tutta la sua vita hockeistica in riva allAdda. Nellanno dello scudetto dellAmatori, il 1981, Aldinho diventa un campione mentre Marzella è lunico a tenere vivo il duello con i giallorossi vincendo la sua seconda classifica dei marcatori (alla fine saranno addirittura otto, di cui le prime sei consecutive) e mantenendo la Reggiana in scia ai lodigiani fino allultima giornata. Ma se per Aldo il tricolore resterà per anni lunico successo, Pino inizia a raccogliere trionfi un po ovunque (a partire dallo scudetto proprio a Reggio Emilia nel 1982) e anche in Nazionale si afferma come un vero e proprio leader. È infatti lui il trascinatore azzurro nei due Mondiali vinti dalla squadra di Massari nel 1986 in Brasile (dove è capocannoniere e miglior giocatore) e nel 1988 in Spagna: memorabile il suo gol della vittoria siglato contro la Spagna a La Coruña a pochi secondi dalla sirena davanti a più di diecimila spettatori. A Monza, Novara e Vercelli vince scudetti, ma non riesce mai a portare in Italia la Coppa dei Campioni, unico trofeo che manca nella sua bacheca personale. Aldinho nel frattempo fa collezione di semifinali, ma non riesce mai con l'Amatori a regalare e regalarsi quelle soddisfazioni che Lodi meriterebbe. Nel 1987 però è protagonista con Rocha, Luz e Citterio della conquista della Coppa Cers, primo storico trofeo europeo dei giallorossi.Le strade di Belli e Marzella corrono parallele solo per una stagione, quando il Pino nazionale approda a Lodi in quella che tutti ricordano come la stagione delle grandi delusioni. È il 1988/1989, deve essere lanno dellAmatori Faip, invece vince tutto il Novara. Come non ricordare quel doppio confronto di Coppa Cers con successo dei giallorossi per 5-0 al PalaCastellotti e poi quellumiliante sconfitta per 10-1 al Dal Lago? Anche in Nazionale le strade dei due bomber raramente viaggiano di pari passo. Nel 1990 però agli Europei disputati proprio a Lodi sono loro due a contribuire in maniera determinante alla conquista del titolo da parte dellItalia: la strana coppia in otto partite mette a segno 33 gol, 18 il pugliese e 15 il lodigiano, trascinando gli azzurri al primo alloro continentale della loro storia. Marzella inizia prima la sua fase calante, retrocede addirittura in A2 con il Correggio e la sua ultima apparizione vera è quella delle Olimpiadi del 1992, in cui lhockey è sport dimostrativo: lItalia vince la medaglia di bronzo. Invece Belli resta in pista fin dopo i quarantanni: nel 1994 contribuisce alla conquista della Coppa delle Coppe, ultimo trofeo del vecchio Amatori prima del fallimento; poi a distanza di dieci anni, nel 2004, trascina lAmatori Sporting in Serie A1 nella storica notte di Gorizia. Da allenatori i cammini si assomigliano perché entrambi legano i loro nomi alle squadre delle rispettive città. Pino comincia tardi la nuova carriera, nel 2004, ma trascina il Giovinazzo dei giovani dalla B alla A2 e poi, tre anni dopo, fino alla A1. Aldo, dopo aver fatto l'allenatore-giocatore allo Sporting, fa addirittura meglio con l'Ash, che prende in B e in due anni porta in A1 e ai play off scudetto; poi con lultimo Amatori Sporting finalmente competitivo conquista due semifinali consecutive. Adesso passa il testimone allamico Marzella, che il presidente DAttanasio ha individuato come allenatore dal carattere e dalla mentalità giusta per contrastare laltro grande dellhockey italiano, quel Massimo Mariotti che ha portato allo scudetto anche il Viareggio. Al suo fianco, come responsabile tecnico, ci sarà proprio Belli. Sarà la pista a dire se la strana coppia riunita sotto il cielo giallorosso saprà portare un trofeo a Lodi, proprio come negli Europei del 1990.