Spagna e Argentina in testa, Portogallo e Italia subito dietro, poi possibili sorprese come Cile, Brasile e Svizzera. Ma a giocarsi il Mondiale con ogni probabilità saranno le solite superpotenze.
I riflettori sono ovviamente tutti puntati sulle “furie rosse” di Carlos Feriche (nel girone con Cile, Svizzera e Olanda), il tecnico che avrà a disposizione il meglio del meglio: in porta Trabal e poi Panadero, Gual, Ordeig, Torra, Titi Roca, Pedro Gil e compagnia bella. Una squadra costruita per vincere, che mercoledì in amichevole a San Juan ha travolto 9-1 la Germania (avversaria lunedì dell’Italia) con triplette di Pedro Gil e Raùl Marin e reti di Gual, Torra e Ordeig.
Proprio il giocatore del Barcellona dall’Argentina racconta: «Siamo coscienti che questo sarà un Mondiale atipico, perché siamo in un altro continente, in una città come San Juan dove si vive l’hockey ogni giorno, ma dovremo essere bravi ad adattarci».
Con il coltello tra i denti ci saranno anche i padroni di casa, caricati a molla da un ambiente nel quale si respira hockey in ogni angolo. A capo della “selecciòn” (nel girone con gli azzurri) c’è José Martinazzo, già vincitore di un Mondiale da giocatore con l’Argentina nel 1984 a Novara. I dieci che onoreranno l’“albiceleste” a San Juan saranno i portieri Daniel Kenan e Martín Alvarez, i difensori ex Bassano e Follonica Estaban Abalos e Mariano Velázquez, poi capitan Reinaldo García, David Páez, il valdagnese Carlos Nicolía, il neo viareggino Emanuel García, Pablo Alvarez e l’ex Follonica Lucas Ordóñez.
Il commissario tecnico del Portogallo Rui Neto si è invece affidato allo zoccolo duro di Porto e Benfica, chiamando in nazionale Ricardo Silva, Valter Neves, Diogo Rafael e Luís Viana (Benfica), Caio, Azevedo e Reinaldo Ventura (Porto), Domingos Pinho e Vítor Hugo (Oliveirense) e Barreiros (Liceo).
Possibili sorprese? Il Cile del molfettese Nicolas Fernandez ha ben impressionato nel torneo amichevole di Santiago, il Brasile dell’eterno Alan Karam (ora al Portuguesa de Desporto) e di Cacau è una mina vagante, mentre la Svizzera è determinata a rivivere il sogno di Montreaux 2007, quando si piazzò seconda alle spalle della Spagna.