Il capitano del Prato parla dopo il tremendo incidente avvenuto il giorno dopo il suo compleanno
PRATO
La partita più importante della sua vita la sta giocando proprio adesso, contro quellincidente che lha fermato, ma che non ne ha minato spirito combattivo, mentalità gioiosa e voglia di vivere e di non arrendersi mai.
Christian Giagnoni, 35 anni capitano dellHockey Prato, si racconta parlando del presente, del passato e del futuro, dopo il pauroso incidente che lo ha colpito il 23 dicembre scorso, proprio il giorno dopo il suo compleanno.
Da quellincidente sono passati ormai quasi sette lunghissimi mesi, gran parte dei quali passati al Cto di Firenze, ma la lunga degenza non ha fermato la fede, la voglia di vivere e di lottare di Giagnoni.
Prima di tutto come sta?
«Abbastanza bene risponde sorridente Giagnoni stiamo valutando la situazione e quando avrò in mano le cartelle cliniche mi muoverò per capire come e cosa posso fare e dove posso andare per continuare alla riabilitazione, cè una speranza sono disposto ad andare anche fino in capo al Mondo».
Cosa si ricorda dellincidente?
«Praticamente tutto, ricordo limpatto il volo la botta contro lalbero e il pozzetto e la caduta. E poi io a terra e i soccorsi»
Tanti gli amici, i parenti, i compagni di squadra che nei giorni della degenza hanno affollato lospedale, tanto da costringere ad una restrizione delle visite da parte dei sanitari.
«Furono i dottori a chiudere di rallentare, avevo tutti i valori sballati e la sera ero stanchissimo. Laffetto che mi hanno dimostrato tutti, la mia ragazza Francesca, i genitori, gli amici è stato importante per me e il merito della guarigione è anche loro».
Dal mondo dello sport in generale e dellHockey Prato in particolare sono arrivati stimoli importanti.
«Mi sento uno di loro, i ragazzi e la società sono stati eccezionali.
Anche il mondo dellhockey si è interessato con partecipazione alla mia vicenda, in particolare dagli amici di Viareggio: onestamente non mi aspettavo tanta partecipazione, tanto affetto, tanta vicinanza è stato bellissimo».
Schietto e diretto e con il sorriso sempre sul viso Giagnoni spiega il suo futuro.
«Vorrei rimanere nellambito sportivo. Spero di rimettermi i pattini e tornare a giocare, ma se non fosse possibile allora mi darò al tennis in carrozzina, in questi mesi ho provato a fare varie attività, faccio regolarmente nuoto, ma se non dovvessi tornare a giocare oltre a star vicino ai miei compagni dellHockey Prato mi metterei a giocare a tennis».
Intanto nel suo presente ha gia iniziato a lavorare con il Coni, come testimonial e con un progetto per portare lhockey nelle scuole.
«Mi piace molto lavorare con i ragazzi; il progetto è quello di portare da settembre, lhockey nelle scuole. Ho già iniziato un paio di volte alla settimana alle Cironi e alla Gescal».
Giagnoni non molla...
«Con le gambe riesco a fare diversi movimenti e questo mi dà speranza e forza; io non mi arrendo cercheremo la soluzione migliore e il centro specializzato migliore per cercare di progredire ancor di più».
Cosa si sente di dire agli sportivi pratesi e non?
«Consiglio a tutti di fare uno sport, oltre ad essere utile per mantenersi in forma fisicamente e mentalmente e a formare caratterialmente i ragazzi, è un volano di aggregazione importante e forma amici veri; me ne sono accorto ancor di più adesso nella mia attuale situazione, con tante, tantissime persone vicine, con i veri amici che non mi mai lasciato solo»>.
Nemmeno noi ci sentiamo di lasciarla Christian, anzi siamo ancor più vicini a lei, nella partita più importante e, usando un paragone hockeistico, speriamo al 50 minuto di poter festeggiare insieme la vittoria più bella, quella della vita.
© hockeypista.it
Tutti i contenuti originali di hockeypista.it sono tutelati dalla licenza Creative Commons e sono utilizzabili e
distribuibili liberamente alle condizioni esplicitate in
questa pagina.
I contenuti di autori terzi sono tutelati dal rispettivo diritto d'autore e sono utilizzabili e distribuibili solo
previa autorizzazione dell'autore stesso.