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La gioia di Leo Sanpellegrini: «Cresciuto a pane e hockey»


Scritto da Redazione - Pubblicato il 21/12/2010
La gioia di Leo Sanpellegrini: «Cresciuto a pane e hockey»

LODI
Prima un palo, poi una traversa, ma alla fine ecco la soddisfazione del gol dopo essersi avventato come un fulmine su una pallina vagante in area. Una rete che il 18enne lodigiano Leonardo Sanpellegrini non dimenticherà tanto facilmente: non è da tutti infatti unire l'esordio in prima squadra, e per di più in una gara europea, con la gioia di "bucare" la porta avversaria. «È successo tutto così in fretta che nemmeno mi ricordo come ho segnato: ho iniziato a capire solo dopo», racconta "Leo", studente al quarto anno di geometra presso l'istituto "Bassi" di Lodi. E poco importa se il gol segnato sabato sera contro gli svizzeri del Thunerstern nel ritorno del preliminare di Coppa Cers sia servito solo per le statistiche e per rendere più pingue il risultato, visto che l'Amatori aveva ormai sbrigato da tempo la pratica qualificazione. Ma quell'8-1 finale porterà per sempre anche la firma indelebile di Sanpellegrini: «Non pensavo nemmeno di scendere in pista - racconta -. Si partiva dal 2-1 per noi maturato nel match di andata, quindi il passaggio del turno era ancora piuttosto in bilico. Devo ringraziare i miei compagni che hanno chiuso in fretta il discorso, permettendo poi al mister di far giocare tutti. Ci siamo divertiti: per me è stata una soddisfazione enorme, in pista ho dato tutto». A festeggiare con lui anche papà Alberto, ex portiere giallorosso e attuale tecnico delle formazioni Under 17 e Under 20 dell'Amatori. «Posso dire di essere cresciuto a pane e hockey, passione ereditata da mio padre - continua Sanpellegrini junior -. Adesso spero di migliorare: allenandomi sempre con la prima squadra ho imparato tante cose, è fondamentale giocare con atleti che hanno grande esperienza. Mi trovo bene con il gruppo, i compagni mi aiutano e mi spiegano dove sbaglio. Il mio punto di riferimento è Gigio Bresciani, che mi dà sempre un sacco di consigli». E sotto la chioccia di tanti campioni chissà che il giovane “Leo” possa imparare i trucchi del mestiere e diventare una colonna dell'Amatori del futuro: «Quando mi chiedono che tipo di giocatore sono ho sempre qualche difficoltà a rispondere: diciamo che mi trovo bene sia in difesa che in attacco, non ho preferenze. Adesso sono contento di aver dato il mio piccolo contributo e spero che la squadra continui a fare bene: abbiamo la possibilità di andare fino in fondo, in Europa il sogno è la finale». Il suo sogno invece Sanpellegrini lo ha già realizzato: «Non potevo chiedere di più, è stato l'esordio migliore che potessi pensare - conclude -. Adesso mi piacerebbe tornare anche nel giro delle Nazionali giovanili e partecipare al raduno dell'Under 20».

Fabio Ravera
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