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L'orgoglio di Palagi «Centro più forte di ostacoli e critiche»


Scritto da Redazione - Pubblicato il 22/05/2011
VIAREGGIO.
Alessandro Palagi è il presidente della società ma anche il primo tifoso della squadra bianconera che si appresta a contendere al Valdagno l'assegnazione dell'ottantottesimo scudetto. La possibile conquista del tricolore non oscura minimamente il grandissimo successo della Coppa Italia (il primo trofeo della storia del club viareggino) ma è fuori discussione che un trionfo in campionato assumerebbe un sapore ben diverso. In città l'attesa per lo scontro decisivo è davvero frenetica, i tifosi sono in grande fermento "affamati" da sempre di potersi cucire nel cuore quel triangolino verde bianco e rosso che consentirebbe al Centro di entrare nella storia del rotellismo nazionale. Allora presidente: la Viareggio sportiva, tutti gli appassionati e i tifosi sognano questo scudetto... «Ne siamo pienamente coscienti e in società fortissimo è il desiderio di vincerlo. Se ci riusciamo sarà indubbiamente speciale perché sarebbe il prezioso tassello di un progetto stilato per rilanciare l'hockey e iniziato in un momento quando era più facile gettare la spugna. Se questo scudetto arriverà dopo la terza finale sarà per merito nostro, del nostro pubblico che ci ha sempre sostenuto e di pochissimi sponsor. Ci è invece mancato il sostegno dell'amministrazione comunale e la città soffre della mancanza di idee che, in realtà, dovrebbe averle chi ha la responsabilità di dirigere. Il Centro Giovani calciatori ha 63 anni di storia ma l'ha scritta senza una pista propria, un campo da gioco, andando avanti ma incontrando parecchie difficoltà. Del resto come lo stesso Esperia Viareggio che rischia di disputare i playout fuori Viareggio: la scusa che viene addotta è sempre la stessa, cioè che mancano i soldi ma bisogna essere capaci anche di trovarli e per questo attendiamo tante risposte...». La regular season e le qualificazioni dei playoff hanno ancora proposto un Centro maturo per raggiungere questo ambito traguardo. «È chiaro che gli scontri della finale scudetto possono riservare parecchie incognite e si possono anche per episodi ma, in società siamo fiduciosi perché le qualità dimostrate dalla nostra squadra sono ampiamente sufficienti per poter vincere questo scudetto. Nei giocatori troviamo esperienza, carisma, quella cattiveria agonistica che costituiscono le armi vincenti per conquistarlo. Massimo Mariotti poi è un grandissimo allenatore, il numero uno e ha fatto e soprattutto sta effettuando veramente un lavoro prezioso». C'è chi pensa già al futuro o meglio al volto della squadra nel prossimo campionato: è troppo presto? «Anche nei momenti in cui si poteva star fermi il Centro si è sempre dato da fare, dimostrando con i fatti di essere in movimento anche per quanto riguarda l'hockey. Ora però è davvero prematuro parlare della prossima stagione. A cose fatte lavoreremo e programmeremo il futuro».
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