Riuscirà l’Amatori a ripetere l’impresa dello scorso anno, quando raggiunse la fase finale dell’Eurolega? Difficile a dirsi, anche perché la nuova formula della competizione complica un po’ le cose. Dopo la prima fase a gironi infatti non si andrà più direttamente alla “final eight”, ma le prime due classificate di ogni girone disputeranno i quarti di finale con gare di andata e ritorno (il 6 e 20 aprile) e le quattro vincenti andranno alla “final four” del 25 e il 26 maggio. L’anno scorso di questi tempi i giallorossi vennero inseriti nel Gruppo D assieme ai portoghesi del Benfica, gli spagnoli del Vic e i tedeschi dell’Iserlohn. Un raggruppamento accolto con entusiasmo dall’entourage giallorosso, che certo non s’immaginava però di chiudere virtualmente il discorso qualificazione dopo sole tre giornate. Con ordine. Esordio memorabile suggellato dal 6-1 rifilato al “PalaCastellotti” l’11 novembre 2011 al Vic del “guru” Carlos Figueroa: una prestazione quasi impeccabile, che fece stropicciare gli occhi ai 1800 spettatori dell’impianto lodigiano e anche ai media spagnoli, increduli di fronte a tanto strapotere italiano. Fecero seguito i tre punti facili in Germania contro l’Iserlohn e poi l’altra vittoria casalinga indimenticabile, contro il Benfica, con tre gol rimontati ai lusitani per l’8-5 finale. Il filotto di tre vittorie consecutive di fatto mise l’Amatori nella condizione di dover vincere solo l’ultima gara interna contro i modesti tedeschi per passare il turno: e così fu, nonostante Montigel e compagni collezionassero una figura barbina perdendo 8-0 a Lisbona con il Benfica, mentre in Spagna la sconfitta con il Vic fu meno traumatica (3-2). Qualificata alla “final eight” di Lodi come seconda del proprio girone, l’Amatori si trovò di fronte subito il temibile Reus, riuscendo a chiudere addirittura il primo tempo sul risultato di 1-1. Ma nella ripresa, complice un atteggiamento tattico incomprensibile dovuto al continuo ricorso allo schema in linea, i gol di Caldù e Adroher spensero definitivamente i sogni di gloria dei lodigiani. E la coppa finì nelle mani di Jordi Bargallò, capitano e trascinatore assoluto del Liceo La Coruna nella finale contro il Barcellona.