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«Il Tricolore? Poteva arrivare prima» ma mancavano i dirigenti


Scritto da Redazione - Pubblicato il 09/06/2011
«Il Tricolore? Poteva arrivare prima». Per Bargellini mancavano i dirigenti

di Roy Lepore

VIAREGGIO
Aldo Bargellini è uno dei personaggi che hanno dato molto e stanno dando ancora all'hockey su pista. Uno dei personaggi che ha scritto pagine importanti di questa disciplina. Ex giocatore, allenatore e poi direttore sportivo del Cgc, oggi è uno dei collaboratori della società del presidente, Alessandro Palagi. Ha iniziato a giocare ad hockey sulla pista di pattinaggio del Pino sul tetto nella pineta di Ponente. «Ho cominciato nel 1952 nella Società Pattinatori Viareggina, abbiamo giocato in pineta - dice Bargellini - fino al 1960 quando ci siamo spostati sulla pista della Berchielli, ma il salto di qualità c'è stato quando con la conquista della serie A nel campionato 1969-70 finalmente si andò al palazzetto dello sport. La struttura fu inaugurata proprio nel 1970 con la partita Italia-Svizzera e da allora c'è stata la possibilità di seguire la squadra con meno disagi da parte della tifoseria viareggina. E' stato il momento in cui la denominazione sociale della società è cambiata con l'avvento del Cgc, che di anno in anno è cresciuto sempre più sul piano tecnico, fino ad arrivare ai nostri giorni, con il palazzetto sempre pieno e con la caccia al biglietto da parte dei tifosi. «Una bella soddisfazione per chi, come noi ha iniziato a praticare questa disciplina, quando pochi erano coloro che lo seguivano contribuendo alla crescita di uno sport che nella nostra città è molto amato». Aldo Bargellini, difensore del Cgc ha giocato, prima di diventare allenatore nel 1976 con alcuni di quelli che erano stati suoi ex compagni di squadra. «Ricordo Palagi, Bandieri, Valenti, Pardini, Coppola, Musetti, Piacentini, il mitico Maciste, che purtroppo ci ha lasciato. Una bella squadra alla quale forse mancava un elemento per fargli fare il salto di qualità». Hai il rammarico che in quel momento, con un innesto sarebbe potuto arrivare prima qualche risultato a Viareggio, che è mancato fino ad oggi? «Mi dispiace, perchè se la dirigenza di quel momento avesse intuito che ci sarebbe stata la possibilità di provare a vincere, forse avremmo potuto regalare prima delle belle soddisfazioni a chi cominciava ad appassionarsi sempre più a questo sport. Meno male che poi le cose sono cambiate ed ora finalmente la squadra che scende in pista regala emozioni conquistando vittorie importanti». Il tuo rapporto con il Cgc ti ha visto coinvolto in vari ruoli, da giocatore, ad allenatore, poi a direttore sportivo ed oggi a collaboratore. «La storia che mi lega al Cgc - ricorda Bargellini - è ricca di ottimi ricordi e nello stesso tempo anche di rimpianti, l'importante però è avere avuto la fortuna, come tutti coloro che amano questo sport e sono legati soprattutto al Cgc, di poter avere vissuto emozioni grandi ed indescrivibili. L'anno scorso il presidente Alessandro Palagi mi ha telefonato chiedendomi di tornare in società come collaboratore attivo ed ho accettato volentieri. Da esterno e tifoso del Cgc seguivo ovviamente sempre con particolare interesse le sorti della squadra, quindi appena il presidente mi ha proposto di tornare operativo sono stato felice di condividere queste grandi emozioni con i ragazzi e l'intera città di Viareggio. Dove si respira un qualcosa di magico, unico e inimitabile».
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