La promessa di Romero: «Amatori, ti farò vincere»
LODI
Dopo Platero e Montigel anche Ariel Romero ha salutato l'Amatori ed è volato in Argentina. Vacanze cominciate ufficialmente anche per il terzo "gaucho" giallorosso, partito da Lodi per rientrare nella sua San Juan. Il Principito si lascia alle spalle la sua seconda stagione giallorossa, una stagione dai due volti, strepitosa nella prima parte con prestazioni convincenti e gol a raffica (alla fine saranno 48) che lo hanno consacrato miglior cannoniere dell'Amatori Sporting con 115 reti in due anni; piuttosto deludente nel finale fatto di pochissime reti e prove ben al di sotto delle sue possibilità che gli sono costate le prime critiche della platea lodigiana. Un'annata che Romero riassume così: «A livello di squadra credo che abbiamo disputato una buona stagione, per lunghi tratti ad altissimo livello, poi nell'ultimo mese abbiamo avuto un calo piuttosto evidente che ci ha portati a faticare più del previsto, ma comunque ad arrivare in semifinale uscendo senza sfigurare - racconta Romero -. Questo è il rammarico più grande che abbiamo: il Valdagno è arrivato in finale senza meritare più di tanto, senza dimostrarsi in quelle due gare più forte di noi. Con una condizione migliore e un pizzico di fortuna in più ci saremmo potuti essere noi a sfidare il Viareggio. Fa male essere usciti ancora in semifinale, ma in ogni caso l'Amatori si è confermato una delle migliori squadre d'Italia e questo non può essere cancellato da un mese negativo. Bisognerebbe ricordarsi dove era questa squadra due anni fa e cosa ha fatto questo gruppo che, per dove ha saputo arrivare, merita grande rispetto». Romero prova a spiegare poi cosa è successo a lui e alla squadra in quell'ultimo, maledetto mese di stagione: «Abbiamo pagato un calo fisico di alcuni giocatori importanti, io per primo, e soprattutto a livello mentale il fatto di aver infilato una serie di sconfitte di fila, cosa che non ci era mai successa e che ha minato le nostre certezze - spiega -. Personalmente penso di aver fatto un'ottima stagione per tre quarti e alla fine di avere pagato fisicamente lo sforzo fatto non solo quest'anno ma anche l'anno scorso: sapevo di non essere al massimo e forse in quel caso avrei dovuto giocare più per la squadra anziché cercare il gol e le giocate che facevo abitualmente. Le critiche? La gente si aspetta sempre tanto da me e appena non faccio gol o non mi esprimo sui miei livelli è normale che critichi. Ma io non ci penso più di tanto, penso solo a lavorare al massimo per fare sempre meglio perché con questa maglia voglio vincere». Vincere è il verbo più utilizzato dai giallorossi in vista della prossima stagione. Ma cosa serve davvero all'Amatori per essere vincente? «Due giocatori importanti per poter essere alla pari delle migliori, uno dietro tipo Travasino, che per caratteristiche sarebbe il giocatore ideale per noi, e l'altro davanti che ci diano qualità e personalità. Larrivo di Antezza sembra ormai imminente e sarebbe un gran colpo: è un giocatore che con la stecca fa quello che vuole, vede la porta ed è completo. Ci darà una grossa mano, ma ne servirà comunque un altro che completi la rosa, anche in chiave Eurolega dove uno di noi argentini dovrà sempre star fuori». Che anno si aspetta Romero al suo ritorno? «Voglio fortissimamente che sia un anno vincente. Lo meritiamo tutti e soprattutto la città e i tifosi che aspettano un titolo da troppi anni».
Stefano Blanchetti
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