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Festa e la rete della speranza: «Ma servirà la partita perfetta»


Scritto da Redazione - Pubblicato il 25/01/2011
L’attaccante ha segnato nel finale a Lisbona il 7-4 che tiene in corsa i lodigiani

Stanchezza mista a delusione e rammarico. La comitiva giallorossa è arrivata domenica nel tardo pomeriggio in Italia pensando ancora alle emozioni di Lisbona, perché la sconfitta ha lasciato dell'amaro in bocca sia per come è arrivata ma soprattutto per come è maturata. Tre le componenti determinanti che hanno deciso il match: finalizzazione, arbitraggio e ritmo. Partendo dal primo aspetto c'è da sottolineare come i portoghesi siano stati dei veri e propri cecchini sotto porta, realizzando praticamente tutte le occasioni da gol create durante il match. Opportunità derivanti per lo più da tiri diretti, perché i biancorossi sono andati a segno praticamente cinque volte su sette in seguito a rigori o punizioni di prima. E qui si inserisce la componente arbitraggio, eccessivamente fiscale con i lodigiani (soprattutto da parte di Marcela Cancelo, la prima donna a dirigere una partita dell'Amatori) e più permissiva con i padroni di casa. Infine la questione rotazioni: Luis Senica, tecnico dei biancorossi di Lisbona, ha potuto disporre di otto giocatori di movimento da far ruotare sul parquet e lo ha fatto per tutto il match; ne deriva che la freschezza sia fisica che mentale dei giocatori portoghesi in pista ne abbia beneficiato parecchio.Il più a suo agio tra i giallorossi nello spettacolare impianto lisboeta è sembrato Sergio Festa, autore del gol che a 11 secondi dalla sirena finale ha riacceso le speranze per la sfida di ritorno: «Non avremmo mai voluto perdere con un risultato del genere - il commento dell'attaccante materano all'indomani della sfida persa a Lisbona per 7-4 -. Avevamo preparato la partita nel minimo dettaglio e se proprio dovevamo perdere volevamo che fosse con il minimo scarto. Purtroppo però non è andato tutto secondo i nostri piani e anche per effetto di qualche errore grave dei direttori di gara il risultato è stato ben più pesante. Il mio secondo gol? Sì, è stato importante perché in qualche modo lascia aperta una piccola porta per il discorso qualificazione; sappiamo però che dovremo fare la partita perfetta per riuscire a battere una signora squadra, che si è dimostrata fortissima e ben organizzata». Fino a un certo punto la gara è stata in equilibrio e sul 2-2 i molti tifosi lodigiani presenti hanno creduto davvero nell'impresa: «Beh sì, perché abbiamo fatto punto per punto tutto quanto ci eravamo prefissati prima della partita. Poi qualcosa è saltato e ci siamo persi. Ma l'importante è stato aver sempre reagito per tentare quantomeno di rimanere in partita». Alla fine del primo tempo l'Amatori si è esibito in un'inedita difesa a zona che ha messo non poco in difficoltà il Benfica: «Ci siamo trovati a metterla in pratica sia per necessità che per tattica - dichiara Festa, 8 reti in tre partite di Coppa Cers - e mi sembra che sia andata piuttosto bene. Abbiamo provato sulla nostra pelle quanto questo modo di giocare possa mettere in difficoltà certe squadre e ci abbiamo provato. Fortunatamente Belli la conosce benissimo e nonostante il poco tempo per provarla siamo andati bene». Fondamentale sarà ora ricaricare le “pile” dopo un match così dispendioso: «Appena appoggiato un piede giù dall'aereo ci siamo concentrati sul Seregno - chiude invece Festa pensando all’impegno di stasera in campionato -: sarà fondamentale usare la testa per dosare bene le energie e capire quando spingere e quando rallentare. Dopo le batoste ci siamo sempre rialzati, lo faremo anche questa volta».

Al.Ne.
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