Cerca in hockeypista.it


Archivio completo delle notizie

Centro, la grande vittoria delle 'tre C'


Scritto da Redazione - Pubblicato il 10/06/2011
Coerenza, caparbietà e classe nella squadra di Mariotti. Ricordando Creso Bacherotti

di Angelo Cupisti

VIAREGGIO
Questo conquistato dal Centro è il trionfo delle tre C: coerenza, caparbietà e classe. Nell'hockey su pista, a fine gara, spesso si danno valutazioni sui risultati finali (che poi in definitiva è solo questo che conta) o sull'andamento delle gare riferendosi a episodi singoli o molteplici, eventi che possono dipendere anche dalla direzione arbitrale. Può essere vero ma siamo sempre più convinti che nello sport il migliore vince sempre. La formazione di Mariotti, nel campionato (l'ottantottesimo) appena concluso, ha strameritato il trionfo finale perché è stato superiore alla squadra di Marozin; l'allenatore vicentino lo ha riconosciuto con grande sportività facendo però intendere che vorrebbe rivedere anche qualche episodio. Anche noi vorremmo analizzare con i diretti interessati certe decisioni arbitrali ma discuterne non è possibile: rimane chiaro il fatto che su tre gare la squadra bianconera si è confermata più forte proprio in virtù delle tre C. La prima: coerenza. È una delle doti principali dello "special one" Massimo Mariotti che ha convinto tutti (anche noi, dobbiamo confessarlo, ma anche alcuni dirigenti del Centro) per le sue congruenti scelte nel mettere in pista la formazione più adatta. Caparbietà, ovvero la costanza con cui ha inseguito, assieme ai suoi giocatori questo traguardo storico. È riuscito a creare un gruppo che, già asse portante del grande Follonica, a Viareggio ha saputo regalare i tifosi viareggini il primo scudetto. Tutta la squadra c'è riuscita lottando fino in fondo (ricordate in particolare l'ultima giornata di regula season?), con grande puntiglio gettando in pista un grandissimo cuore e sfruttando qualità morali che devono essere di esempio per tutti quei giovani che si avvicinano all'hockey su pista. Infine la classe, lo stile, l'abilità e l'eleganza nel pattinaggio e nel tenere la stecca, tutte qualità che un grande maestro come Creso Bacherotti ha trasmesso, educandoli, ai Bertolucci Brothers e allo stesso Orlandi. Non ce ne voglia lo stesso Massimo e neppur il fratello Enrico, campione di caratura mondiale, ma, anche nella difficilissima gara tre, la classe dei tre campioni viareggini è emersa in maniera limpida e trasparente. Classe significa anche gestirsi al meglio anche quando l'età anagrafica non è proprio dalla tua parte, classe è la dimostrazione di grande professionalità soprattutto negli allenamenti infrasettimanali dove si costruiscono le vittorie, classe è l'espressione di grande intelligenza ed umiltà, tutte doti che ai giocatori del Valdagno spesso è mancata. Coerenza, caparbietà, classe, doti morali, insomma tutte prerogative che persone, prima che campioni di sport, come Alessandro Bertolucci possiedono. " Questo scudetto è il coronamento di un sogno che insegue da quando avevo sei anni e voglio dedicarlo alla mia famiglia e alle famiglie delle vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009". È proprio vero Viareggio e i suoi campioni non dimenticano...
© hockeypista.it
Tutti i contenuti originali di hockeypista.it sono tutelati dalla licenza Creative Commons e sono utilizzabili e distribuibili liberamente alle condizioni esplicitate in questa pagina.
I contenuti di autori terzi sono tutelati dal rispettivo diritto d'autore e sono utilizzabili e distribuibili solo previa autorizzazione dell'autore stesso.