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Anche papà Romero spinge l’Amatori


Scritto da Redazione - Pubblicato il 03/05/2011
Il signor Angel è volato per la prima volta a Lodi per sostenere il figlio nei play off scudetto
«Orgoglioso del mio Ariel, questa squadra può battere il Valdagno»

LODI
Il tifo speciale di papà per spingere Romero e l'Amatori verso un'impresa chiamata finale. Sabato sera al “PalaCastellotti” per la prima gara di semifinale tra Amatori e Valdagno ci sarà un tifoso in più a sostenere la causa giallorossa: un tifoso speciale soprattutto per l'attaccante argentino Ariel Romero, tanto speciale che per vederlo da vicino si è fatto qualcosa come 14000 chilometri, attraversando l'Oceano Atlantico, per tifare Amatori e il suo bomber nella sfida dell'anno. Si tratta di Angel Anibal Romero, 59 anni di San Juan, papà e primo tifoso di Ariel. Romero senior è sbarcato a Lodi venerdì dopo un lungo viaggio partito da San Juan che ha fatto tappa in Cile e Francia prima di atterrare sul suolo italico. Una faticaccia, ma che per «el mi pequeno», come lo chiama Angel, si fa, eccome. È la prima volta che papà Romero viene in Italia, la primissima a Lodi, che «da come mi racconta Ariel è una città speciale, dove si vive bene e c'è una gran passione per l'hockey - racconta -. Mio figlio si trova bene qui ed è felice: si sente amato e per me questa è la cosa più importante». Padre di quattro figli, due maschi e due femmine (una delle due è Mariana, moglie dell'ex giallorosso Javier Medina), tutti e quattro nati con i pattini ai piedi e una passione grandissima per l'hockey, Angel Romero lavora da diversi anni per la federazione hockey argentina e collabora con Carlos Coria (altro ex giallorosso), che di Lodi e dei lodigiani gli parla spesso. Non ha un passato da hockeista, ma essendo “sanjuanino” l'hockey ce l'ha comunque nel sangue e a suo modo l'ha trasmesso ai suoi figli, Ariel su tutti. Ecco perchè arrivare a Lodi e riabbracciare il suo "piccolo", oggi diventato grande come uomo e come giocatore non può che essere una sensazione bellissima: «Essere qui accanto ad Ariel in un momento così importante è un piacere enorme - attacca emozionato papà Romero, che indossa la "camiseta" della nazionale argentina con le iniziali del figlio -. Essere così lontani per così tanti mesi all'anno non è facile, la mancanza si sente tanto, dunque avere la possibilità di essere qua con lui adesso è molto bello: e poi lui è il piccolino della famiglia, io lo seguo sempre leggendo tutte le cronache sul giornale via internet e guardando le partite, ma essere qua di persona è un'altra cosa. Sono molto orgoglioso di quello che sta facendo e anche molto felice di poterlo vedere giocare dal vivo qui in Italia: è un sogno che avevamo tutti e due sin da quando ha cominciato a mettere i pattini». Angel ricorda il giorno in cui Ariel lasciò per la prima volta l'Argentina per andare a giocare in Portogallo: «Aveva appena 19 anni e in quel momento sia io che sua madre vivevamo sentimenti contrastanti: da un lato eravamo contenti che lui potesse venire in Europa a misurarsi con un hockey così quotato, dall'altro eravamo tristi per non averlo più in casa. Ma alla fine abbiamo sempre pensato che quella fosse la sua strada, che lui fosse felice così e alla fine lo eravamo anche noi». Sull’Ariel Romero giocatore il giudizio è non è «da papà, ma da osservatore di hockey. Devo dire che mi piace il suo modo di essere forte e deciso in pista e la sua capacità di mettersi al servizio della squadra. Sin da piccolo gli ho sempre ripetuto che un giocatore, pur forte che sia, da solo non può vincere niente, ma deve essere in grado di giocare anche per gli altri. Gli ripetevo in continuazione “Anche se fai 20 gol e poi perdi non vai da nessuna parte: lavora per far vincere i tuoi compagni e la tua squadra, solo così vincerai anche tu”». Romero senior racconta di avere visto quasi tutte le partite dell'Amatori, ricorda in particolare il 5-3 sul Valdagno, la vittoria sul Follonica del suo amico Velazquez e la doppia sfida col Benfica: «In casa ho mio archivio personale di partite dell'Amatori che riguardo spesso». Ricorda bene anche quella in cui Ariel ha messo a segno i 100 gol con l'Amatori ed è impaziente di assistere a gara-1 col Valdagno, quando toccherà con mano il calore della gente lodigiana e proverà a spingere i giallorossi verso un'impresa che lui reputa tutt'altro che impossibile: «Non vedo l'ora di vivere quell'atmosfera magica che Ariel mi descrive sempre e che ho visto nei filmati. Sono convinto che l'Amatori ce la possa fare: conosco bene il Valdagno, alcuni giocatori li ho visti giocare sin da piccoli, è una squadra fortissima ma l'Amatori non è da meno. Sarà durissima, ma ogni gara fa storia a sè e penso che ci siano tante possibilità di vincere e poi di passare il turno». Un tifoso speciale in più, a cui Romero potrà dedicare un gol speciale.

Stefano Blanchetti
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